Contraccettivi, è allarme: “Rischio tumore al cervello”. Ecco quali sono i farmaci e chi deve interrompere l’assunzione

14/08/2026

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha diffuso una comunicazione rivolta agli operatori sanitari riguardo ad alcuni contraccettivi contenenti desogestrel ed etonogestrel. L’avviso segnala una possibile, seppur contenuta, crescita del rischio di sviluppare un meningioma in caso di utilizzo attuale e prolungato, per almeno un anno. L’obiettivo delle nuove indicazioni è aumentare la sicurezza delle pazienti e favorire l’individuazione tempestiva di eventuali segnali riconducibili alla patologia.

Le raccomandazioni riguardano in particolare le donne che hanno già avuto un meningioma o che ne sono attualmente affette: per queste pazienti i medicinali con i due principi attivi non sono indicati. Qualora il tumore venga diagnosticato durante il trattamento, l’assunzione deve essere sospesa.

L’Aifa evidenzia inoltre che la probabilità potrebbe essere più elevata nelle donne che in passato hanno utilizzato altri progestinici già collegati a un aumento del rischio, tra cui ciproterone, nomegestrolo, medrossiprogesterone e clormadinone.

Desogestrel ed etonogestrel vengono impiegati per prevenire la gravidanza e sono disponibili in differenti forme farmaceutiche. Possono essere assunti sotto forma di compresse, utilizzati attraverso anelli vaginali oppure somministrati mediante impianti sottocutanei. I principi attivi possono essere presenti da soli o insieme all’etinilestradiolo. Le informazioni ufficiali sui medicinali saranno aggiornate includendo il meningioma tra le possibili reazioni avverse.

Il meningioma è una neoplasia poco frequente che, nella maggior parte dei casi, non è maligna e interessa le membrane che circondano cervello e midollo spinale. I disturbi possono variare in base alla posizione e comprendere mal di testa persistente e progressivo, alterazioni della vista o dell’udito, acufeni, difficoltà nella memoria, crisi epilettiche, riduzione dell’olfatto o debolezza agli arti. Pur essendo generalmente benigno, può causare problemi rilevanti e, in alcune circostanze, rendere necessario un intervento chirurgico.

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