
Torino – Guardia spara con la pistola a Porta Susa, il caso finisce in Procura: “Nessuna sospensione”
A quasi quattro mesi dall’episodio avvenuto nella stazione di Porta Susa, a Torino, resta aperta l’inchiesta che coinvolge cinque guardie giurate di Sicuritalia. I fatti risalgono al 17 aprile, quando un vigilante di 24 anni, assunto da pochi mesi, avrebbe esploso un colpo con la pistola di ordinanza all’interno degli uffici della stazione, centrando una porta antincendio. Al momento dello sparo erano presenti altri addetti alla sicurezza, ma fortunatamente nessuno rimase ferito.
Dopo l’accaduto, la Procura ha avviato un fascicolo sulla base della denuncia presentata da un collega della guardia, un uomo di 49 anni con 25 anni di esperienza nel settore. Secondo quanto riferito dal denunciante, però, nonostante l’indagine in corso, gli operatori coinvolti non sarebbero mai stati allontanati dal servizio e continuerebbero a lavorare per l’istituto di vigilanza.
La guardia che ha segnalato il caso, invece, non presta più servizio nelle stazioni ferroviarie ed è stata trasferita nella zona nord di Torino. L’uomo sostiene di aver chiesto attraverso esposti e comunicazioni indirizzate anche a Questura, Anac e Procura di adottare provvedimenti nei confronti dei colleghi coinvolti, senza però ottenere, a suo dire, alcun risultato.
«Nell’esposto e nelle mail a questura, Anac e procura, ho chiesto la sospensione dal servizio delle persone coinvolte in quel fatto. A distanza di quattro mesi non è cambiato assolutamente nulla – dichiara la guardia che ha denunciato – e quegli operatori continuano a lavorare. Anzi, quella vicenda è stata insabbiata».
“Negli esposti – scrive Torino Cronaca – ” viene infatti ipotizzata una successiva gestione dell’episodio secondo cui, anziché procedere con l’immediata segnalazione alle autorità e con i rilievi di rito, alcuni presenti avrebbero rimosso il bossolo, estratto l’ogiva rimasta conficcata nella porta e coperto i fori con un adesivo. Un tentativo di cancellare, o di attenuare, le tracce dell’accaduto”.