
Torino e Piemonte in colpevole ritardo: mancano novemila esperti digitali – “L’Università non prepara e il sistema non è al passo con i tempi”
Torino e Piemonte in ritardo sul digitale: introvabili 9 mila esperti. La trasformazione digitale continua, ma a Torino le imprese incontrano grandi difficoltà nel trovare personale qualificato. Nel 2025 le aziende del capoluogo hanno cercato 17.950 lavoratori con competenze digitali avanzate e per 9.050 posizioni, pari al 50,4%, la selezione si è rivelata complessa. In Piemonte la situazione è ancora più critica: il 53,7% dei profili richiesti è risultato difficile da reperire, contro il 50,8% della media italiana.
A livello nazionale sono stati richiesti 621 mila lavoratori specializzati nel digitale, ma oltre 316 mila sono risultati difficili da trovare. Intanto quasi il 72% delle imprese ha investito almeno in un settore della trasformazione tecnologica. La carenza di personale preparato rappresenta inoltre il principale ostacolo all’introduzione dell’intelligenza artificiale, indicato dal 58,6% delle aziende.
Secondo Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte, scoltato dal Corriere della Sera, alla base del problema c’è una formazione che non riesce ad anticipare le necessità del sistema produttivo. «Manca programmazione nella formazione» e, in assenza di una strategia industriale nazionale, diventa difficile preparare per tempo le professionalità richieste dal mercato. Felici evidenzia anche un problema culturale, con molti giovani indirizzati verso l’università mentre diminuisce l’interesse per le professioni tecniche.
La conseguenza è un paradosso: mentre alcuni percorsi di laurea producono un numero elevato di candidati, le imprese non riescono a trovare figure specializzate come saldatori e tecnici, spesso caratterizzate da buone prospettive economiche. Per questo, secondo Felici, occorre rafforzare la formazione pratica e valorizzare maggiormente gli istituti professionali, la cui programmazione dovrebbe coinvolgere anche le associazioni di categoria.
L’emergenza è resa ancora più evidente dalla diffusione dell’intelligenza artificiale. Senza competenze adeguate, gli investimenti rischiano di non raggiungere i risultati attesi. Dopo la mancanza di personale, le aziende indicano come ostacoli la complessità delle norme, la disponibilità dei dati e i problemi legati alla privacy.
La difficoltà nel reperire lavoratori, inoltre, non riguarda solo il digitale: nelle imprese artigiane piemontesi ha raggiunto il 62,7%. Sul mercato regionale sono mancati 108.472 candidati rispetto a 335.010 assunzioni previste, segno di uno squilibrio sempre più evidente tra domanda e offerta di lavoro.