Torino – Caro carburanti, Cna Piemonte lancia l’allarme: «I due euro non diventino la nuova normalità. Così si mette in ginocchio l’economia»

04/09/2026

Caro carburanti, Cna Piemonte lancia l’allarme: «I due euro non diventino la nuova normalità. Così si mette in ginocchio l’economia»
Zanzottera e Genovesio: «Fino a poco tempo fa consideravamo inaccettabile la benzina a 1,80 euro. Oggi rischiamo di abituarci a vederla stabilmente sopra i 2 euro. Non possiamo accettare questa progressiva assuefazione ai rincari»
C’è un rischio che va oltre l’aumento quotidiano dei prezzi alla pompa: abituarsi.
Abituarsi a vedere la benzina sopra i due euro al litro. Abituarsi a un gasolio che costa ancora di più. Abituarsi a considerare normale ciò che normale non è e non può diventarlo. È questo l’allarme lanciato da CNA Piemonte di fronte all’ennesima accelerazione dei prezzi dei carburanti. I dati aggiornati fotografano una situazione sempre più pesante: la benzina self ha ormai superato a livello nazionale quota 2 euro al litro, mentre il gasolio viaggia abbondantemente oltre questa soglia. In autostrada i livelli sono ancora più elevati.
«Dobbiamo fermarci prima che accada una cosa ancora più pericolosa del rincaro stesso: che questi prezzi entrino nella nostra percezione come qualcosa di inevitabile», dichiarano il Presidente di CNA Piemonte Giovanni Genovesio e il Segretario regionale Delio Zanzottera. «Fino a non molto tempo fa consideravamo scandaloso vedere la benzina avvicinarsi a 1,80 euro al litro. Poi abbiamo cominciato a parlare di 1,90. Oggi abbiamo superato i due euro e rischiamo quasi di considerarlo un dato acquisito. No. Due euro al litro non possono diventare la nuova normalità dell’economia italiana». Per CNA Piemonte il problema non riguarda soltanto chi si ferma al distributore. Il carburante è un costo che attraversa l’intera economia: entra nei trasporti, nella logistica, negli approvvigionamenti, negli interventi presso i clienti, nella distribuzione delle merci e nella mobilità quotidiana di migliaia di imprenditori e lavoratori.
E alla fine arriva sul prezzo di quasi tutto ciò che acquistiamo. Per un territorio a forte vocazione manifatturiera come il Piemonte, composto da un tessuto diffuso di micro e piccole imprese, il rischio è particolarmente serio. Un artigiano non può smettere di utilizzare il proprio mezzo per raggiungere un cantiere. Un installatore non può rinunciare agli spostamenti. Un’impresa di manutenzione deve raggiungere i propri clienti. Chi produce deve ricevere materie prime e spedire prodotti. Chi opera nei servizi, nel commercio e nel turismo deve confrontarsi ogni giorno con costi di mobilità e trasporto.

«Non stiamo parlando di un bene voluttuario», sottolinea CNA Piemonte. «Per una parte enorme del sistema produttivo il carburante è uno strumento di lavoro. Ogni centesimo in più si moltiplica per migliaia di chilometri, mezzi e consegne e finisce per comprimere margini che, per molte piccole imprese, sono già ridotti». Il punto, secondo CNA Piemonte, è proprio questo: non si può continuare a spostare verso l’alto la soglia di ciò che siamo disposti a considerare accettabile.
«Se ieri 1,80 euro ci sembravano troppi, non possiamo oggi tirare un sospiro di sollievo se il prezzo scende da 2,10 a 2 euro. Sarebbe un paradosso. Significherebbe che ogni crisi lascia dietro di sé un nuovo livello di prezzi al quale cittadini e imprese sono semplicemente chiamati ad adattarsi. Questa spirale deve essere interrotta». Il caro carburanti rischia inoltre di alimentare una nuova catena di rincari. L’aumento dei costi di trasporto e di produzione non rimane confinato nei bilanci aziendali: prima o poi si trasferisce lungo le filiere, incidendo sui prezzi finali e quindi sul potere d’acquisto delle famiglie. A pagare due volte sono così le stesse persone: quando fanno il pieno e quando fanno la spesa.
Per CNA Piemonte non bastano quindi interventi emergenziali capaci soltanto di tamponare temporaneamente la situazione. Serve una risposta strutturale che impedisca alle tensioni internazionali e alle oscillazioni dei mercati energetici di scaricarsi con questa rapidità e intensità sulle imprese e sui cittadini. «Siamo consapevoli della complessità dello scenario internazionale e delle tensioni geopolitiche che stanno interessando i mercati energetici. Ma proprio per questo occorre intervenire con decisione. Non possiamo pensare che la risposta sia semplicemente abituarci a pagare sempre di più». CNA Piemonte chiede quindi che il tema del costo dei carburanti venga affrontato come una vera questione di politica economica e di competitività del Paese, tutelando in particolare le imprese per le quali la mobilità rappresenta una componente indispensabile dell’attività. «Due euro non sono una soglia psicologica: sono una soglia economica», concludono Genovesio e Zanzottera. «Superarla stabilmente significa sottrarre risorse alle imprese, ridurre capacità di investimento, comprimere i consumi delle famiglie e aumentare il costo di beni e servizi. Non possiamo rassegnarci all’idea che ad ogni crisi corrisponda un nuovo prezzo “normale”. Perché continuando così arriveremo al punto in cui ci sembrerà accettabile ciò che fino a pochi mesi prima avremmo considerato folle. Il caro carburanti non può diventare un’abitudine. È un freno all’intera economia e come tale deve essere affrontato».

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