
Camion e bus di Iveco all’indiana Tata Motors – Arriva il via libera della Consob: le ultime
La Consob ha autorizzato l’offerta pubblica di acquisto (Opa) lanciata da Tata Motors su Iveco, storico gruppo italiano specializzato nella produzione di camion, furgoni e autobus. L’operazione prenderà il via il 7 settembre e avrà una durata di sette settimane. Si tratta dell’ultimo passaggio di un accordo raggiunto a fine luglio, che prevede un investimento complessivo di circa 3,8 miliardi di euro.
L’operazione comporta una profonda riorganizzazione di Iveco, destinata a essere divisa in due. La parte dedicata ai veicoli civili passerà al colosso automobilistico indiano Tata Motors, mentre il comparto della difesa resterà in Italia. Quest’ultimo sarà acquisito da Leonardo per 1,7 miliardi di euro e comprende Iveco Defence Vehicles e Astra, aziende attive nella produzione di mezzi militari e veicoli pesanti destinati anche a operare in condizioni particolarmente difficili.
Con la vendita, la famiglia Agnelli-Elkann, attraverso Exor, abbandonerà il settore dei veicoli industriali. La holding possiede attualmente circa il 27% del capitale di Iveco e oltre il 43% dei diritti di voto. L’Opa è necessaria anche per rilevare le quote detenute da fondi e investitori finanziari. Tata punta infatti ad arrivare al 100% del capitale e successivamente a ritirare Iveco dalla Borsa.
Tata Motors è il principale produttore automobilistico indiano e fa parte del Tata Group, uno dei maggiori conglomerati industriali del Paese, con oltre un milione di dipendenti. Il gruppo opera in numerosi settori e controlla anche Jaguar Land Rover.
Restano però interrogativi sul futuro industriale di Iveco. Tata ha garantito il mantenimento della sede di Torino, degli stabilimenti e dei livelli occupazionali, che coinvolgono circa 14 mila lavoratori. I sindacati guardano tuttavia con attenzione alla situazione, soprattutto alla luce della crisi del mercato dei veicoli commerciali e delle difficoltà dello stabilimento di motori di Borgo Incoronata, in provincia di Foggia. Anche il piano industriale definitivo del nuovo gruppo non è ancora stato reso completamente noto.