Roma, la piaga dei bivacchi abusivi: scoperte 400 baraccopoli nel 2025

29/08/2025

A Roma l’emergenza bivacchi abusivi continua a essere una delle piaghe più difficili da risolvere. Tra i beni patrimonio dell’Unesco usati come bagni pubblici, parchi storici trasformati in accampamenti e sottopassi resi inaccessibili da materassi e coperte, la Capitale vive una condizione che colpisce tanto le periferie quanto il cuore del centro storico. Non si tratta solo di giacigli improvvisati: in diversi quartieri i bivacchi si trasformano in vere e proprie baracche, costruite con materiali di fortuna. Una situazione che, nonostante gli sforzi delle istituzioni e delle forze dell’ordine, sembra lontana da una soluzione definitiva.

Nel rione Monti, una delle aree più frequentate dai turisti, la situazione è particolarmente critica. «In via di San Francesco di Paola ci sono persone che dormono coperte da cartoni e circondate da decine di buste», denuncia la consigliera municipale Nathalie Naim. Scene simili si ripetono a Colle Oppio, dove è sorto un vero e proprio campeggio con tende e addirittura un bagno improvvisato in cartone. Dal centro alla periferia, i bivacchi si moltiplicano: da Villa Borghese, dove spuntano tende da campeggio a pochi passi dal museo, fino ai parchi della Cecchina, Ferratella, Monte Mario e Villa Lazzaroni. «Non vogliamo accanirci contro queste persone, ma devono essere portate in strutture idonee», ha aggiunto Naim.

Secondo i dati della polizia locale, nei primi sei mesi del 2025 sono stati censiti circa 400 bivacchi e oltre 5mila controlli sugli insediamenti abusivi. Il problema è che ogni sgombero è solo temporaneo: «Le persone si spostano da un punto all’altro, e spesso tornano nello stesso luogo dopo pochi giorni», spiegano i vigili. Le zone più critiche sono quelle dei gruppi Centro, Prati, Sapienza, Parioli e Marconi, ma segnalazioni arrivano anche da Cassia, Eur e Nomentano. I residenti parlano di episodi che vanno oltre il degrado urbano. «Una donna, spesso ubriaca, aggredisce i passanti con pietre e bastoni», denuncia Alessandra De Cesare, storica residente di piazza dei Navigatori. Degrado e inquinamento dell’ambiente, tra cumuli di rifiuti e roghi tossici. Ed è solo un aspetto. Alle baraccopoli si accompagna un netto incremento di furti, rapine, spaccio di droga, violenza, rendendo la vita impossibile ai residenti dei quartieri che devono convivere con quegli ospiti indesiderati e fuorilegge.

La rabbia dei cittadini si riversa anche sui gruppi social e Whatsapp, dove circolano quotidianamente foto e video. A Tor Marancia, come a Prati e al Trionfale, la situazione è diventata insostenibile. «Nei giardini di viale Mazzini e nelle zone intorno a piazzale Clodio si vedono spesso bivacchi con rifiuti lasciati a terra», racconta Daniela Brignone, amministratrice del gruppo “Prati in azione”.

Residenti e associazioni chiedono da anni una soluzione strutturale, che non si limiti agli sgomberi ma punti a un piano di accoglienza e reinserimento sociale. Nel frattempo, la città resta ostaggio di un fenomeno che colpisce la vivibilità degli spazi pubblici e l’immagine stessa della Capitale.

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