Sciopero e Flotilla, Meloni: “Zero benefici ai palestinesi, solo disagi agli italiani”

03/10/2025

Dal Bella Center di Copenaghen, dove si è aperto il summit della Comunità politica europea, Giorgia Meloni ha lanciato un duro affondo contro la Flotilla e lo sciopero generale indetto dai sindacati in solidarietà con Gaza. «Continuo a ritenere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina, in compenso mi pare di capire che porterà molti disagi al popolo italiano», ha dichiarato la premier davanti alle telecamere.

La presidente del Consiglio ha rivendicato gli sforzi della diplomazia italiana per la popolazione di Gaza, sottolineando che il governo rimpatrierà a breve i connazionali arrestati. Nella notte, racconta Meloni, i ministri Crosetto, Tajani e Piantedosi l’hanno aggiornata “minuto per minuto” sull’evoluzione della crisi.

Le immagini delle manifestazioni che hanno riempito le piazze di Roma, Torino e Firenze, tra cortei pacifici e scontri con la polizia, sono rimaste impresse a Palazzo Chigi. Secondo Meloni, dietro le mobilitazioni non ci sarebbe spontaneità, ma «una chiara regia: nel giro di pochi minuti avevano già bloccato le stazioni».

La premier ha puntato il dito contro i sindacati, criticando la scelta di proclamare lo sciopero di venerdì: «Il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme», ha ironizzato parafrasando Mao Zedong.

Nel frattempo, l’intelligence italiana segnala un salto di qualità nelle proteste pro-Palestina, con un fronte più compatto rispetto al passato. Gli 007 monitorano da vicino la mobilitazione online, soprattutto via Telegram, di gruppi anarchici e antagonisti. Per la manifestazione nazionale a Roma sono attesi oltre 250 pullman da tutta Italia.

Parallelamente, Meloni valuta una trasferta negli Stati Uniti per rafforzare il ruolo dell’Italia nella diplomazia internazionale sulla guerra a Gaza. L’ipotesi è un incontro con Donald Trump nello Studio Ovale tra il 17 e il 18 ottobre, in occasione della cena di gala della Niaf (National Italian American Foundation), che festeggia i suoi 50 anni.

Per la premier sarebbe l’occasione di presentarsi come protagonista nei tentativi di mediazione per il conflitto mediorientale, al fianco di figure come Tony Blair, e di benedire il piano promosso dal Tycoon. Una mossa che si intreccia con le recenti tensioni parlamentari: «Mi dispiace che buona parte delle opposizioni abbia fatto un’altra scelta», ha detto Meloni dopo la mancata convergenza sulle risoluzioni di Gaza.

Il clima politico resta incandescente. L’opposizione, con Elly Schlein e Giuseppe Conte, accusa la premier di usare toni più duri contro la Flotilla che contro Netanyahu. E mentre l’autunno avanza, lo scontro politico e sociale sembra destinato a farsi sempre più acceso.

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