Aumenti in busta paga per 3 milioni di statali: meno Irpef e premi detassati

26/10/2025

Buone notizie per oltre 3 milioni di dipendenti pubblici: la manovra economica 2025 porta con sé un duplice beneficio in busta paga. Oltre agli aumenti previsti dai nuovi contratti collettivi, gli statali potranno contare anche su un taglio dell’Irpef e sulla detassazione del salario accessorio, misure che insieme garantiranno fino a 56 euro mensili aggiuntivi, pari a 664 euro l’anno. La prima misura riguarda la riduzione della seconda aliquota Irpef, che dal 1° gennaio 2026 scenderà dal 35% al 33%. Il vantaggio varierà a seconda del reddito: da 144 euro annui per chi guadagna 30.000 euro fino a 440 euro per i redditi da 50.000 euro.

Secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato, la quasi totalità dei lavoratori pubblici rientra nello scaglione di reddito tra i 28.000 e i 50.000 euro, dove si concentrano i benefici maggiori. I dipendenti delle Funzioni centrali (ministeri, Inps, Inail, Agenzie fiscali) hanno stipendi medi di 41.000 euro, quelli della Sanità arrivano a 43.000, mentre le Funzioni locali (Comuni e Regioni) si fermano a 33.700 euro. I docenti e il personale Ata delle scuole restano invece poco sopra i 33.000 euro annui. Per questi lavoratori il risparmio fiscale mensile oscillerà tra 12 e 37 euro, a seconda della fascia di reddito.

La seconda novità del pacchetto riguarda la detassazione dei premi e delle indennità pagate ai dipendenti pubblici. Al posto dell’aliquota marginale Irpef, verrà applicata una “cedolare secca” del 15% su bonus e compensi accessori, fino a 800 euro annui e solo per chi non supera i 50.000 euro di reddito lordo. Anche se il tetto è inferiore alla media dei premi nella Pubblica amministrazione (1.200 euro annui), la misura porterà un ulteriore vantaggio economico: 144 euro l’anno per chi guadagna meno di 50.000 euro e 224 euro per chi è al limite della soglia.

Gli aumenti derivanti dalla manovra si sommano ai prossimi rinnovi contrattuali. Il governo ha già stanziato i fondi per il triennio 2025-2027 e per quello successivo 2028-2030. Restano da chiudere i contratti di Enti locali e Scuola per il periodo 2022-2024: il tavolo dei Comuni dovrebbe concludersi il 3 novembre, grazie anche ai 150 milioni aggiuntivi per le indennità comunali, mentre la scuola ha ricevuto 220 milioni di finanziamento extra per completare il rinnovo. Un segnale di apertura che, insieme agli sgravi fiscali, promette di migliorare in modo tangibile il potere d’acquisto di milioni di lavoratori pubblici.

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