
Torino e Milano le città con più morti premature per inquinamento – L’allarme dell’OMS
L’inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie a livello globale e i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità delineano uno scenario preoccupante. Secondo l’OMS, quasi l’intera popolazione mondiale, circa il 99%, vive respirando aria che non rispetta gli standard di sicurezza. Le conseguenze sono drammatiche: l’inquinamento è oggi la prima causa ambientale di morti premature, con oltre 7 milioni di decessi ogni anno nel mondo.
Anche l’Europa paga un prezzo elevato. L’esposizione prolungata alle polveri sottili PM2,5 ha provocato circa 253.000 morti premature nel continente. L’Italia contribuisce in modo significativo a questo bilancio negativo, con circa 47.000 decessi, collocandosi al secondo posto in Europa per numero di vittime legate a questo specifico inquinante.
Le concentrazioni più alte di PM2,5 si riscontrano soprattutto nelle aree urbane e, in modo particolare, nel Bacino Padano. La conformazione geografica della Pianura Padana, chiusa tra catene montuose e caratterizzata da una scarsa ventilazione, favorisce infatti il ristagno delle sostanze nocive nell’aria. Non a caso, città come Milano, Pavia, Brescia e Padova figurano spesso tra le località con i livelli più elevati di polveri sottili, soprattutto nei mesi invernali.
Le stime indicano che nella sola Pianura Padana l’inquinamento atmosferico sia responsabile di circa 39.000 morti premature. A livello regionale, la Lombardia emerge come l’area più colpita, con 121 decessi ogni 100.000 abitanti attribuibili al PM2,5. Seguono Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna, tutte con valori superiori alla media nazionale, che si attesta a 79 morti premature ogni 100.000 abitanti.
Considerando i numeri assoluti, le città metropolitane più penalizzate risultano Milano, Roma e Torino. In particolare, Milano e Torino si confermano tra i centri urbani con l’impatto sanitario più grave legato all’inquinamento dell’aria, evidenziando come la qualità dell’ambiente urbano sia ormai una questione centrale di salute pubblica.