
In Piemonte è boom di turismo sulle piste – Oltre 270 mila sciatori e disagi nei borghi montani, fra cumuli di rifiuti e black out
La stagione invernale appena conclusa ha portato sulle montagne piemontesi un afflusso di visitatori molto elevato, con oltre 270 mila sciatori registrati sulle piste principali. Un successo turistico evidente, che però ha messo sotto pressione borghi e località alpine, alle prese con disservizi e difficoltà organizzative concentrate soprattutto nei giorni di massima affluenza.
E i picchi intensi e ravvicinati hanno evidenziato i limiti dei servizi locali. Come riporta il Corriere della sera a Bardonecchia, ad esempio, durante le settimane più frequentate si sono verificati problemi al sistema di teleriscaldamento: in alcune abitazioni la temperatura non ha raggiunto livelli adeguati e non sono mancati disagi legati all’acqua calda, in particolare nella frazione Les Arnauds. La sindaca Chiara Rossetti ha spiegato che le presenze hanno superato i livelli pre-pandemia, con aumenti tra il 20 e il 30%, attribuendo però i problemi a una gestione inefficiente del servizio, affidato a un operatore con contratto in scadenza. L’amministrazione punta ora a un nuovo gestore per risolvere definitivamente le criticità.
Numeri record anche a Sestriere, dove tra inizio dicembre e i primi di gennaio sono transitati 273 mila sciatori, con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente. Per la prima volta dal 2016 sono stati attivi tutti i 46 impianti. Solo un blackout, durato circa un’ora in un giorno post-natalizio, ha interrotto temporaneamente l’attività, riaccendendo però il dibattito sulla necessità di rafforzare servizi come parcheggi, viabilità, pulizia e gestione dei rifiuti.
Situazione simile a Prato Nevoso, dove l’elevata presenza turistica ha generato polemiche sulla raccolta dei rifiuti. La società degli impianti ha segnalato strade sporche e cassonetti insufficienti, mentre dall’opposizione comunale è arrivato l’invito a farsi trovare pronti anche con presenze fino a 30 mila persone. Il sindaco ha ammesso le difficoltà, sottolineando però i vincoli gestionali.
Secondo Marco Bussone, presidente di Uncem, il nodo centrale resta strutturale: i servizi sono tarati sulla popolazione residente, ma nei fine settimana invernali arrivano decine di migliaia di turisti. Per questo è fondamentale riconoscere la “popolazione equivalente” e adeguare infrastrutture e servizi pubblici ai numeri reali, come già avviene in altri Paesi europei.