
Torpignattara, 50enne accoltellata dal convivente ubriaco: arrestato
Si è rischiato un nuovo femminicidio a Roma, stavolta in un appartamento di via Maggi, nel quartiere romano di Torpignattara. La vittima, una donna di 50 anni che conviveva con il suo compagno dal 2020, che è stata investita da un’aggressione brutale che l’ha lasciata in una pozza di sangue, con tagli profondi sul corpo e ferite al viso che richiederanno lunghi ricoveri e complessi interventi chirurgici. I medici che l’hanno presa in cura hanno parlato di una sopravvivenza miracolosa, poiché i colpi inferti alla gola hanno mancato la carotide per una manciata di centimetri, un margine sottilissimo tra la vita e la morte.
La dinamica dei fatti, ricostruita dai carabinieri della Compagnia Casilino, racconta di un pomeriggio degenerato in tragedia a causa dell’alcol e di una lite scaturita per futili motivi. L’uomo, 58 anni e attualmente disoccupato, è rientrato in casa in uno stato di forte alterazione alcolica. La discussione è rapidamente passata dalle parole alle vie di fatto: l’aggressore ha iniziato a colpire la compagna prima a mani nude, poi utilizzando una caffettiera recuperata dal lavello della cucina come un corpo contundente e infine impugnando un coltello. Nonostante la gravità dell’attacco, la donna è riuscita a proteggersi parzialmente con le mani e le braccia, dove i segni della difesa sono ancora evidenti, e a chiedere aiuto alla sorella con un fil di voce una volta che l’uomo si è allontanato dall’abitazione.
Un elemento che ha colpito profondamente gli investigatori è la mancanza di precedenti segnalazioni di violenza tra i due, una circostanza confermata dalla stessa vittima che dal letto d’ospedale è riuscita a riferire ai militari: «Non era mai accaduto prima». Anche i vicini di casa, ascoltati nelle ore successive al sequestro dell’appartamento, non hanno descritto situazioni di tensione pregressa o liti rumorose, dipingendo il quadro di una coppia che viveva con discrezione, sostenendosi con la modesta pensione di invalidità della donna. La furia esplosa giovedì sembra dunque essere stata alimentata interamente dall’abuso di alcol, che ha trasformato un uomo con piccoli precedenti ormai datati in un potenziale assassino.
L’arresto del 58enne è avvenuto in circostanze quasi paradossali presso lo stesso ospedale San Giovanni dove la compagna era già sotto i ferri. Dopo la fuga, l’uomo si è sentito male a causa dell’altissimo tasso alcolemico e ha chiamato il 118 per chiedere soccorso. Quando i carabinieri lo hanno rintracciato, si trovava su una barella del pronto soccorso, incapace di opporre alcuna resistenza a causa del suo stato psicofisico. Attualmente l’uomo si trova in stato di arresto con la pesante accusa di tentato omicidio, mentre l’arma e gli oggetti utilizzati per l’aggressione sono stati recuperati e posti sotto sequestro per le analisi della scientifica.
M.M.