Torino – La crisi delle Cooperative piemontesi: “Negli ultimi 10 anni ha chiuso il 34% delle imprese”. I dati allarmanti

06/03/2026

Il sistema delle cooperative a Torino sta attraversando una fase difficile. Questo tipo di impresa si basa sull’idea che l’unione tra le persone, più che il semplice capitale, possa generare valore condiviso e rafforzare i legami all’interno della comunità. Ma negli ultimi anni anche questo settore ha risentito fortemente della crisi economica.

I dati più recenti mostrano un calo significativo: nel capoluogo piemontese il numero delle cooperative è sceso sotto quota mille, fermandosi a 969 realtà, mentre circa dieci anni fa erano circa 1.500. Dal 2015 ad oggi la riduzione complessiva è stata pari a oltre il 34%, un trend negativo che non si è mai interrotto. Molte imprese hanno chiuso senza essere sostituite da nuove iniziative: se nel 2015 le cooperative appena nate erano quasi 130, nel 2024 se ne contano poco più di trenta. Oggi rappresentano appena lo 0,5% dell’intero tessuto imprenditoriale torinese, come evidenzia l’analisi annuale della Camera di Commercio.

Nonostante la diminuzione numerica, il comparto mantiene comunque un peso economico rilevante. Nel 2024 le cooperative della provincia hanno generato 2,8 miliardi di euro di valore della produzione e impiegato oltre 40 mila lavoratori. I settori più importanti restano i servizi alle imprese e quelli rivolti alle persone, che insieme concentrano circa il 57% del valore prodotto e quasi il 91% degli occupati.

Per la prima metà del 2025 molte cooperative prevedono una situazione stabile: oltre la metà degli operatori si aspetta un fatturato simile a quello precedente, mentre circa il 22% ipotizza una crescita. Ma la crisi colpisce soprattutto alcune categorie: le cooperative guidate da giovani sono diminuite del 66% negli ultimi sei anni, mentre calano anche quelle femminili e straniere.

Un segnale positivo riguarda l’occupazione: negli ultimi 18 mesi più del 70% delle cooperative ha assunto nuovo personale. Tra i lavoratori, il 24% ha meno di 35 anni e la maggioranza è composta da donne. Nonostante le difficoltà strutturali, il settore continua quindi a mantenere un ruolo importante dal punto di vista sociale e lavorativo.

 

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