
Milano – La triste fine di Hoepli: chiude dopo 156 anni la storica libreria. 90 dipendenti a rischio
Dopo oltre un secolo e mezzo di attività, si avvia alla conclusione la storia della casa editrice e libreria Hoepli, fondata nel 1870 dall’editore svizzero Ulrico Hoepli. L’assemblea dei soci della società Hoepli Spa ha deciso lo scioglimento volontario dell’azienda e l’avvio della procedura di liquidazione, segnando di fatto la fine di una delle realtà editoriali più storiche di Milano e dell’Italia. La decisione è arrivata al termine di una riunione durata poco più di un’ora, su proposta del consiglio di amministrazione, dopo una lunga valutazione della situazione economica e organizzativa della società.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, la scelta è stata determinata da risultati economici negativi e dalle prospettive difficili del mercato editoriale e librario. A pesare è stato anche il forte conflitto interno tra i soci, ritenuto ormai impossibile da risolvere. In questo contesto la liquidazione è stata considerata l’unica soluzione giuridica in grado di tutelare il patrimonio aziendale ed evitare che il suo valore venisse disperso.
Per gestire la procedura è stata nominata l’avvocata Laura Limido, scelta dall’assemblea con l’obiettivo di garantire imparzialità e trasparenza. Il suo compito sarà quello di condurre il processo nel rispetto dei diritti di creditori, dipendenti e di tutte le parti coinvolte, cercando di preservare quanto più possibile il valore culturale e imprenditoriale costruito in oltre 150 anni di attività.
La decisione alimenta però forti preoccupazioni tra i lavoratori. Circa novanta dipendenti tra casa editrice e libreria rischiano infatti di perdere il posto. Nei giorni precedenti all’assemblea i sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom Uil avevano denunciato la mancanza di un piano industriale chiaro per il futuro dell’azienda e avevano chiesto un confronto con la proprietà. Proprio per manifestare il proprio dissenso, i lavoratori hanno proclamato uno sciopero di un’ora nel pomeriggio della stessa giornata in cui si è svolta la riunione dei soci.
I dipendenti hanno inoltre annunciato iniziative pubbliche per richiamare l’attenzione sulla vicenda, tra cui un flash mob davanti alla libreria. Oltre al rischio occupazionale, la chiusura della storica realtà editoriale solleva timori anche per la possibile perdita di un importante patrimonio culturale e per le ripercussioni su autori, fornitori e piccoli librai che collaboravano con l’azienda.