
Roma, l’emergenza usura nel 2025: pensionati e giovani schiacciati dai debiti
L’ombra dell’usura continua ad allungarsi in modo inquietante sulle strade di Roma, stringendo in una morsa letale un numero sempre crescente di cittadini schiacciati da conti in rosso e debiti caratterizzati da tassi di interesse che superano abbondantemente la soglia del cento per cento. Le rilevazioni effettuate nel corso del 2025 dall’ambulatorio Antiusura di Confcommercio restituiscono l’immagine di una crisi sociale profonda e multiforme, che non accenna a diminuire ma che, al contrario, ha fatto segnare record negativi senza precedenti. Durante l’ultimo anno, lo sportello ha ricevuto quasi una richiesta di aiuto ogni due giorni, arrivando a gestire un totale di 150 vittime che hanno deciso di intraprendere il difficile percorso della denuncia. Questo dato conferma un trend allarmante già emerso nel primo semestre dell’anno, quando i responsabili della struttura avevano rilevato un incremento delle segnalazioni pari al 50% rispetto al periodo precedente.
Ciò che preoccupa maggiormente gli osservatori e gli operatori del settore non è solo il volume complessivo delle denunce, ma il mutamento radicale della tipologia di persone che finiscono nella rete degli strozzini. Se in passato il fenomeno riguardava principalmente il mondo del commercio e della piccola impresa, oggi lo scenario appare capovolto. Luigi Ciatti, legale e presidente dell’ambulatorio, ha analizzato con precisione questa metamorfosi: «Il dato preoccupante è che nell’ultimo anno abbiamo registrato un’impennata di richieste di aiuto da parte di pensionati e lavoratori dipendenti che rappresentano ad oggi, il 70% delle denunce». Secondo l’avvocato, mentre i commercianti e i piccoli imprenditori che erano stati messi in ginocchio dalla pandemia sembrano essere usciti dalla fase più acuta della crisi, è emersa una nuova categoria di soggetti fragili. Tra questi figurano anche molti giovanissimi, spesso vittime della dipendenza dal gioco d’azzardo, i quali arrivano a chiedere aiuto quando ormai la situazione è compromessa. Come sottolineato dallo stesso Ciatti: «Quando arrivano da noi hanno accumulato debiti con gli strozzini per 50mila euro».
Il legame tra ludopatia e usura è diventato un’emergenza nell’emergenza, con un aumento stimato del 20% nel 2025 per quanto riguarda i ragazzi di età compresa tra i 17 e i 28 anni. Questi giovani vengono attirati non solo dalle tradizionali slot machine o dalle sale bingo, ma soprattutto dal vasto mondo del poker online e delle scommesse sportive in rete, settori che hanno visto raddoppiare i propri volumi d’affari negli ultimi tre anni, superando la soglia dei 7 miliardi di euro. Una volta entrati nel tunnel dei debiti di gioco, il passaggio alle mani degli usurai diventa purtroppo una conseguenza quasi inevitabile per molti di loro.
Per contrastare questa piaga, lo sportello di Confcommercio mette in campo un supporto che non è solo legale o investigativo, ma anche economico e concreto. Una volta presentata la denuncia, le indagini vengono affidate alla quinta sezione della Squadra Mobile, ma parallelamente si attivano le procedure per appianare i debiti legittimi attraverso fondi dedicati. L’avvocato Ciatti ha chiarito i dettagli di questi interventi precisando che «Il supporto che siamo in grado di offrire è l’accesso ai finanziamenti a fondo perduto stanziati dalla Regione Lazio e che ci consente appunto di sostenere le vittime fino a 30mila euro, se si tratta di imprenditori, e fino a 20mila euro per i lavoratori in difficoltà». Queste somme vengono utilizzate dai mediatori dell’ambulatorio per saldare le pendenze che le vittime hanno contratto con gli istituti di credito, un passaggio ritenuto fondamentale per offrire una reale via d’uscita a chi decide di ribellarsi.
La battaglia contro l’usura nella Capitale si combatte dunque quartiere per quartiere, con una frequenza di segnalazioni che si fa più densa nelle zone dove la presenza dei clan e delle famiglie criminali è storicamente più radicata, in particolare nel quadrante est della città e lungo tutto il litorale romano. Resta la consapevolezza che, nonostante gli strumenti di prevenzione e sostegno, il fenomeno continui a nutrirsi delle difficoltà quotidiane di migliaia di famiglie romane che faticano a far quadrare i bilanci.