
Torino – E’ allarme infermieri in Piemonte, ne mancano 6 mila – E ora si cercano in Albania e in Uzbekistan. Il caso
Nel sistema sanitario del Piemonte cresce l’allarme per la grave carenza di personale infermieristico: mancano circa 6 mila professionisti e, per fronteggiare l’emergenza, si guarda sempre più all’estero. Dopo un primo tentativo in Albania, ora l’attenzione si è spostata fino a Tashkent, dove una delegazione composta da assessorato alla Sanità, Ordine degli infermieri e Università del Piemonte Orientale partecipa a incontri per avviare nuove collaborazioni.
L’obiettivo, come spiegato dall’assessore Federico Riboldi, non è un reclutamento immediato, ma la creazione di percorsi formativi condivisi, basati su un sistema di “double degree”, cioè titoli universitari congiunti tra Italia e Paesi partner. Si tratta quindi di un progetto strutturale, che richiede tempo prima di portare risultati concreti negli ospedali.
Nel frattempo, però, la carenza resta critica: tra pensionamenti, ricambio insufficiente e un numero limitato di laureati, le strutture sanitarie faticano a coprire i turni quotidiani. Anche il precedente progetto avviato a Tirana, pur promettente, non ha ancora prodotto l’arrivo di nuovi infermieri.
Parallelamente, l’Ordine delle professioni infermieristiche di Torino cerca di valorizzare le competenze esistenti attraverso iniziative come il premio “Mani che Pensano”, segno che professionalità e impegno non mancano, ma sono numericamente insufficienti.
Così, mentre si costruiscono accordi internazionali e percorsi di formazione a lungo termine, negli ospedali piemontesi resta aperta la questione più urgente: garantire personale adeguato nell’immediato per assicurare il funzionamento dei reparti.