
ZLS Lazio al via: 100 milioni di euro e burocrazia zero per le imprese
La Regione Lazio segna ufficialmente l’inizio di una nuova era per il suo tessuto produttivo con l’attivazione della Zona Logistica Semplificata. Si tratta di un progetto ambizioso che mira a trasformare radicalmente il modo in cui le imprese interagiscono con la pubblica amministrazione e, soprattutto, il modo in cui pianificano i propri investimenti sul territorio. Il provvedimento, entrato in funzione proprio in queste ore, non è una semplice etichetta burocratica, ma un pacchetto concreto di agevolazioni fiscali e amministrative che coinvolge ben 64 comuni distribuiti in tutte le province laziali. La geografia di questa nuova zona economica è vasta e strategica, toccando 16 centri in provincia di Roma, 22 nel frusinate, 7 nel reatino, 15 nel territorio di Latina e 4 nel viterbese. Al centro di questo reticolo si stagliano i grandi porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, motori instancabili degli scambi commerciali che ora potranno contare su piattaforme retroportuali e intermodali potenziate e facilitate nelle loro operazioni quotidiane.
L’iniziativa ha ricevuto il battesimo ufficiale dal governatore Francesco Rocca: «questo provvedimento è una leva fondamentale per l’economia del Lazio. È fondamentale la semplificazione burocratica, snellire le pratiche delle imprese e fare in modo che vi sia una risposta il meno possibile complicata da parte degli uffici». Questa visione è condivisa pienamente dalla vicepresidente Roberta Angelilli, la quale ha messo l’accento sulla concretezza delle risorse messe in campo e sulla creazione di strumenti operativi immediati. Per Angelilli, infatti, «i principali punti di svolta sono due: l’accesso al credito d’imposta, che per il 2026 ha una dotazione complessiva di circa 100 milioni di euro. E soprattutto l’avvio dello sportello unico».
L’iter che ha portato alla definizione dei confini della Zona Logistica Semplificata non è stato privo di ostacoli tecnici, come ha ricordato l’assessore Giancarlo Righini. La sfida principale è stata quella di far coincidere le aspirazioni del territorio con i rigidi paletti fissati dal legislatore nazionale. Righini ha infatti spiegato: «Il provvedimento aveva dei limiti, stabiliti dal legislatore nazionale, che prevedevano per la nostra Regione che la Zls non superasse i 5mila 700 ettari. Gli studi che avevamo ereditato dalla prevedevano una superficie di oltre 15 mila ettari, quindi è toccato a noi l’ingrato compito di ridimensionarla». Nonostante questo necessario lavoro di sintesi e selezione, la perimetrazione finale garantisce la copertura di tutte le aree industriali più rilevanti del Lazio, grazie anche alla stretta collaborazione con le associazioni di categoria.
Il direttore generale di Unindustria, Massimiliano Ricci, presente all’evento insieme ai rappresentanti di FederLazio, Confapi e della Camera di Commercio di Roma, ha tracciato il cronoprogramma delle prossime settimane, ricordando come il lavoro di squadra sia stato fondamentale per arrivare a questo risultato.
Entrando nel dettaglio dei vantaggi economici, il piano prevede una dotazione di 100 milioni di euro per il solo 2026, destinati a finanziare crediti d’imposta significativi. Per le imprese di grandi dimensioni, la detrazione potrà arrivare fino al 25% della spesa ammissibile, mentre per le piccole e medie imprese la soglia sale fino al 35%. Tra i costi che potranno beneficiare di questo bonus figurano l’acquisto di nuovi macchinari, impianti all’avanguardia, attrezzature produttive moderne, ma anche l’acquisizione di immobili strumentali e gli interventi di ampliamento dei siti produttivi esistenti. La Zona Logistica Semplificata si pone quindi l’obiettivo di rafforzare il Lazio come snodo centrale non solo per l’economia italiana, ma per l’intero bacino del Mediterraneo, riducendo drasticamente i tempi delle autorizzazioni e i costi della logistica interna, valorizzando le infrastrutture che già oggi rendono la regione un punto di riferimento geografico imprescindibile.