
In Italia il crollo delle nascite: nel 2025 solo 355 mila bambini, meno di mille al giorno. Nel 2008 erano 576mila – I dati impietosi
In Italia continua a diminuire il numero delle nascite, confermando una tendenza negativa iniziata ormai da anni. Nel 2025 sono venuti al mondo circa 355 mila bambini, meno di mille al giorno, con un ulteriore calo rispetto all’anno precedente. Il confronto con il passato è significativo: nel 2008 i nati erano oltre 570 mila, segno di una riduzione costante e senza segnali di inversione. Anche il tasso di fecondità scende ancora, attestandosi a 1,14 figli per donna, il livello più basso mai registrato nel Paese e molto lontano dalla soglia necessaria per garantire il ricambio generazionale.
A incidere non è solo la minore propensione ad avere figli, ma anche la diminuzione delle donne in età fertile. Secondo le simulazioni, anche adottando comportamenti simili a quelli di altri Paesi europei più “fertili”, il numero delle nascite resterebbe comunque inferiore per via di una struttura demografica sfavorevole. Intanto la mortalità resta elevata, mentre aumenta la speranza di vita, contribuendo all’invecchiamento complessivo della popolazione.
Il calo demografico viene compensato solo in parte dall’immigrazione: nel 2025 il saldo migratorio è positivo e consente di mantenere stabile il numero totale dei residenti, poco sotto i 59 milioni. Tuttavia, questo non cambia la tendenza di fondo: l’Italia è sempre più anziana. Gli over 65 rappresentano ormai circa un quarto della popolazione, mentre cresce anche il numero degli ultraottantacinquenni. Parallelamente diminuiscono sia i giovani sia le persone in età lavorativa, con un conseguente aumento dell’età media.
Cambia anche la struttura delle famiglie, con un aumento dei nuclei composti da una sola persona e una riduzione delle coppie con figli. Gli effetti di questa trasformazione si riflettono sul sistema di welfare: diminuiscono infatti i beneficiari dell’assegno unico per i figli, mentre aumentano le prestazioni legate alla popolazione anziana. In sintesi, il Paese resta in equilibrio numerico solo grazie ai flussi migratori, ma continua a invecchiare rapidamente, con importanti conseguenze economiche e sociali nel lungo periodo.
Nella tabella il calo evidente delle nascite negli ultimi anni