
Ostia, la stagione balneare pronta a partire nel segno della legalità
Il panorama del litorale romano appare in questi giorni come una situazione ancora poco decifrabile. Non è chiaro ancora in quale stabilimento sarà possibile prenotare una cabina o un semplice ombrellone, ma il quadro è destinato a schiarirsi molto presto. La svolta arriverà con la firma delle prime 12 concessioni annuali, un risultato diretto del bando di gara promosso da Roma Capitale che vedrà come protagonisti i gestori di strutture storiche come il Village, il Plinius, lo Zenit, il Delfino e l’Edoné. Si tratta di realtà che hanno scelto la via della regolarizzazione, distaccandosi dalle zone grigie del passato.
Dietro questa operazione si cela un lavoro meticoloso e silenzioso condotto dal Campidoglio in stretta sinergia con la magistratura. Quando si parla di lavoro collegiale per le spiagge di Ostia, si intende un presidio costante garantito da una vera e propria task force che vede schierati la Procura, la Guardia di Finanza, l’Agenzia del Demanio e la Capitaneria di Porto, senza dimenticare il contributo dell’Agenzia delle Dogane, della Prefettura e della Polizia Locale. Questo coordinamento nasce con l’obiettivo di garantire la massima trasparenza nell’avvio della stagione balneare, discriminando chi possiede reali titoli gestionali da chi invece ha operato fuori dalle regole.
I segnali di questo nuovo corso sono evidenti nelle cronache recenti. Solo ieri, la Polizia Giudiziaria specializzata in reati urbanistici e i finanzieri hanno eseguito verifiche presso lo stabilimento Il Capanno, dove è stata riscontrata la violazione di un sequestro precedente. Invece di rimuovere le opere illecite come prescritto, l’esercente aveva proseguito nell’utilizzo della struttura. La linea della Procura è però diventata invalicabile: chi spera di prendere tempo si sbaglia, poiché in assenza di interventi risolutivi si procederà inesorabilmente con le chiusure. Lo dimostrano i casi eclatanti delle duecento cabine abusive rimosse al V-lounge e i provvedimenti che hanno colpito lo stabilimento Venezia. Molti operatori, comprendendo che il vento è cambiato, stanno procedendo autonomamente alle demolizioni.
L’assessore al Patrimonio Tobia Zevi, impegnato in questa battaglia da tre anni, ha voluto sottolineare la portata dell’intervento: «Stiamo facendo una rivoluzione e un cambiamento di questa portata può comportare disagi. Ovviamente ce ne scusiamo, ma la stagione degli abusi stavolta è finita per sempre. Molti lo hanno capito e li ringrazio. I pochi che non vogliono capire fanno un danno ai romani e devono sapere che non ci fermeremo». Il lavoro di verifica sul demanio è stato imponente: l’utilizzo di droni e sopralluoghi tecnici ha permesso di mappare circa 73.000 metri quadrati di manufatti, scoprendo che una quota rilevante tra i 13.000 e i 18.000 metri quadrati riguarda opere prive di legittimità urbanistica.
Questo percorso di ripristino della legalità è stato rivendicato con orgoglio anche dal sindaco Roberto Gualtieri, il quale ha istituito un Ufficio di scopo dedicato proprio a rafforzare l’azione amministrativa a Ostia, una realtà che con i suoi 230.000 abitanti e 18 chilometri di fronte mare rappresenta di fatto la seconda città del Lazio. «Per la prima volta dopo decenni, tutti gli stabilimenti balneari di Ostia potranno aprire sulla base di un titolo pienamente regolare e in assenza di abusi. È una svolta storica, un cambio di passo netto, frutto di un lavoro lungo e determinato di cui siamo orgogliosi». Gualtieri ha inoltre ringraziato la Procura e tutte le forze dell’ordine coinvolte per aver creato una metrica condivisa sulla legittimità delle strutture, eliminando ogni possibilità di deroga.
Il futuro immediato del litorale passerà dunque per la firma delle concessioni ai vincitori del bando 2025, un atto che segnerà un cambiamento epocale insieme al potenziamento delle spiagge libere con servizi, inclusa la zona di Castelporziano. In parallelo, gli uffici comunali stanno lavorando alla stesura del nuovo Piano di Utilizzo degli Arenili, lo strumento normativo fondamentale che dovrà regolare non solo l’accesso e la libera fruizione del mare per tutti i romani, ma anche la disciplina di concessioni con una durata più estesa, garantendo a Ostia quel passaporto per il rilancio turistico che attende da troppo tempo.