
Clamoroso Garlasco – Sempio convocato dalla Procura, l’accusa: “Ha ucciso da solo”. Ecco gli scenari: cosa rischia Andrea Sempio
Nuovi sviluppi nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi: Andrea Sempio è stato convocato dalla Procura di Pavia per un interrogatorio fissato il 6 maggio, ultimo passaggio prima della possibile richiesta di rinvio a giudizio. La novità principale è che l’accusa è stata modificata: non si parla più di concorso con altri soggetti, ma di responsabilità esclusiva. I magistrati ritengono quindi che il 38enne possa aver agito da solo. Parallelamente, si valuta anche una possibile revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
La convocazione arriva dopo il rifiuto di Sempio, nel 2025, di presentarsi a un precedente interrogatorio per un vizio formale nell’atto. Ora la Procura vuole contestargli direttamente gli elementi raccolti in oltre un anno di nuove indagini.
Ma la difesa segnala di non avere ancora accesso completo agli atti, e sta valutando la strategia: Sempio può scegliere se non presentarsi, comparire senza rispondere oppure affrontare le domande.
Questa decisione è cruciale. Se non collaborasse, rischierebbe di conoscere le accuse solo al momento del rinvio a giudizio; se invece parlasse senza avere piena visione delle prove, potrebbe incorrere in contraddizioni.
“Ma per scoprire le nuove carte della Procura – spiega Open.online – “Sempio dovrà andare a vedere. O attendere il deposito e la discovery. Non prima di aver dato ancora una volta, pur esercitando un suo diritto, l’impressione di chi si sottrae alle contestazioni dirette. Di chi ha qualcosa da nascondere, pur essendosi sempre professato innocente. E poi ci sono le voci sulla prova regina. Che si rincorrono tirando in ballo di volta in volta personaggi nuovi e vecchi dell’inchiesta del 2007. Qualcosa di ancora sconosciuto ci deve essere per forza nel fascicolo, è il ragionamento. Anche perché la perizia del tribunale ha in qualche modo depotenziato le certezze della procura sul Dna trovato sul corpo della vittima. Futili motivi e crudeltà L’atto firmato da Denise Albani, la genetista che ha coordinato, con i dattiloscopisti Domenico Marchigiani e Giovanni Di Censo, l’incidente probatorio, ha parlato di compatibilità con i componenti della linea paterna della sua famiglia. Compatibilità in un caso valutata “moderatamente forte” e nell’altro “moderata”. Ma che, oltre a non essere contrassegnata da una certezza scientifica granitica, non offre una conferma schiacciante all’ipotesi di Pavia. Di certo c’è che le aggravanti dei futili e abbietti motivi e della crudeltà nel nuovo capo di imputazione per l’omicidio di Chiara Poggi contenuto nell’invito a rendere interrogatorio in procura a Pavia per il prossimo 6 maggio, qualora riconosciute in un eventuale processo, possono portare a una condanna all’ergastolo”.