
Torino – Torna la navigazione sul Po con gli eredi dei battelli Valentina e Valentino (al costo di 10 euro): ecco il progetto
Torino punta a riportare la navigazione sul Po, ma con un modello completamente rinnovato rispetto al passato. I nuovi battelli, eredi simbolici delle storiche imbarcazioni Valentino e Valentina distrutte dall’alluvione del 2016, saranno elettrici e dovrebbero essere gestiti da un operatore privato, non più direttamente da Gtt.
L’obiettivo non è soltanto ripristinare il trasporto fluviale, ma creare un sistema più moderno legato a turismo, cultura e valorizzazione del fiume.
Ma per il ritorno della navigazione bisognerà attendere la primavera del 2027.
Il progetto rientra nei finanziamenti del Pnrr e prevede la costruzione di almeno un battello a propulsione elettrica, con la possibilità di aggiungerne un secondo in futuro. L’appalto, da circa due milioni di euro, è stato assegnato alla società finlandese Mente Marine Ltd e comprende anche infrastrutture come colonnine di ricarica e aree tecniche per la manutenzione delle imbarcazioni. La scelta della tecnologia elettrica vuole rendere il servizio più sostenibile e coerente con la tutela ambientale del Po.
Accanto ai battelli nascerà anche il nuovo River Center ai Murazzi, pensato come polo dedicato all’accoglienza turistica e ai servizi collegati al fiume. La struttura dovrebbe ospitare biglietteria, caffetteria e punto informazioni, diventando il centro operativo delle attività sul Po e uno spazio capace di integrare turismo urbano, percorsi culturali e iniziative ricreative.
Il ritorno della navigazione, inizialmente previsto per il 2026, è stato rinviato principalmente per i tempi necessari alla realizzazione delle nuove imbarcazioni. Nel frattempo proseguono però i lavori sugli attracchi e sulle infrastrutture lungo il fiume, che dovrebbero essere completati entro l’autunno.
La futura gestione sarà affidata tramite concessione a un soggetto specializzato, che dovrà occuparsi dell’intera organizzazione del servizio: conduzione dei battelli, manutenzione, personale, attracchi e attività commerciali collegate. Tra le ipotesi emerse c’è anche quella di un biglietto dal costo minimo di circa 10 euro, cifra considerata necessaria per garantire la sostenibilità economica del progetto.
Torino vuole trasformare il Po in una vera risorsa cittadina, non più soltanto elemento paesaggistico ma parte integrante dell’offerta turistica e culturale della città.