
Torino – Via Po pedonalizzata (ma con tram). La proposta non convince tutti. E molti commercianti protestano.. Il caso
A Torino torna al centro del dibattito il futuro di via Po. A un anno dalla conclusione dei lunghi lavori di riqualificazione, che hanno interessato pavimentazione e binari del tram causando per mesi disagi e cantieri, si discute nuovamente dell’ipotesi di trasformare la storica strada in un’area prevalentemente pedonale, lasciando però il passaggio ai mezzi pubblici. La proposta continua però a dividere politica, cittadini e commercianti.
Da una parte i consiglieri di area progressista sostengono che limitare il traffico privato renderebbe la zona più vivibile, sicura e adatta allo shopping di prossimità. Tra i promotori dell’idea c’è chi da tempo chiede una sperimentazione nei fine settimana, convinto che una via meno congestionata possa valorizzare il centro cittadino e favorire passeggiate e turismo.
Sul fronte opposto, il centrodestra critica la gestione della viabilità da parte dell’amministrazione comunale, ritenendo il progetto distante dalle reali esigenze di residenti e attività commerciali. Proprio i negozianti, già messi a dura prova dai due anni di lavori, mostrano molti dubbi sull’effettiva utilità della pedonalizzazione.
Tra loro c’è chi teme che la riduzione dell’accesso alle auto possa penalizzare ulteriormente le vendite. Alcuni esercenti spiegano infatti che molti clienti si fermano rapidamente proprio grazie alla possibilità di arrivare in macchina. Altri sottolineano come i costi elevati dei parcheggi rendano già complicato raggiungere il centro.
Diversi commercianti lamentano inoltre i continui cortei e le manifestazioni del sabato, che spesso limitano il passaggio di persone proprio nei giorni più importanti per gli incassi.
C’è anche chi mantiene una posizione più prudente, ricordando che interventi simili in altre zone di Torino hanno prodotto risultati positivi, ma ammettendo che il rischio di un calo del commercio resta concreto. Nel frattempo via Po continua a cambiare volto, adattandosi alle nuove abitudini dei consumatori e all’evoluzione delle attività presenti sotto i portici.
La questione rimane quindi aperta: rendere la strada più pedonale porterà davvero benefici oppure creerà ulteriori difficoltà a chi lavora nella zona?