
Milano – Caporalato nel cantiere per il nuovo Consolato americano: “Schiavi a 2 euro all’ora, 6 giorni alla settimana”. Il manager fermato mentre tentava la fuga
Nuovi sviluppi nell’indagine sul presunto sfruttamento dei lavoratori impiegati nel cantiere destinato alla realizzazione del nuovo Consolato degli Stati Uniti. Al centro dell’inchiesta c’è il dirigente della filiale italiana della società americana Caddell Construction Co., fermato all’aeroporto di Orio al Serio mentre stava per partire con la famiglia alla volta di Istanbul.
Secondo la Procura, l’uomo avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare il Paese dopo un’ispezione effettuata il 29 maggio nel cantiere, durante la quale sarebbero state accertate numerose irregolarità. Gli investigatori hanno ritenuto concreto il rischio di fuga, disponendo così il fermo. A sostegno di questa ipotesi vi sarebbe anche una conversazione intercettata, nella quale un interlocutore suggeriva all’uomo di partire quanto prima per motivi di ferie, lasciando intendere possibili conseguenze se fosse rimasto in Italia.
L’indagine riguarda presunti episodi di caporalato e sfruttamento della manodopera. Secondo quanto emerso, alcuni operai sarebbero stati reclutati in India tramite una società con sede a Nuova Delhi e impiegati in condizioni particolarmente gravose. Le retribuzioni avrebbero raggiunto appena i 2 euro all’ora, a fronte di turni medi di circa dieci ore al giorno per sei giorni alla settimana.
“Il controllo giudiziario d’urgenza per il colosso americano – spiega la redazione di Rai Lombardia – “è stato disposto perché avrebbe sfruttato il lavoro degli operai reclutati in India da un’altra società, con sede a Delhi. Paghe di 2 euro l’ora, si legge nell’ordinanza, con turni 6 giorni su 7 per una media di 10 ore al giorno. I manovali, secondo quanto ricostruito dalla procura venivano agganciati all’estero da intermediari: per partire dovevano versare una sorta di pizzo di 5 mila euro per il visto per il permesso di lavoro, le famiglie erano costrette a indebitarsi. D’ora in poi a tenere i rapporti con le maestranze sarà un amministratore nominato dalla magistratura”.