
Milano – Nicole Minetti, la Procura milanese ha confermato la grazia: «Non c’è nessun elemento contrario». Gli accertamenti
La Procura generale di Milano ha confermato la validità delle motivazioni che hanno portato alla concessione della grazia a Nicole Minetti da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo una serie di verifiche avviate in seguito alla diffusione di alcune notizie di stampa, gli uffici giudiziari hanno concluso che «non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito» e che le informazioni all’origine degli approfondimenti «non corrispondono al vero».
La vicenda riguarda l’ex consigliera regionale, condannata in via definitiva a 2 anni e 10 mesi di reclusione per induzione e favoreggiamento della prostituzione nell’ambito del caso Ruby e a ulteriori 1 anno e 1 mese per peculato in relazione ai rimborsi ottenuti durante il periodo trascorso in Regione Lombardia. Gli accertamenti richiesti avevano l’obiettivo di verificare eventuali elementi nuovi che potessero incidere sulla valutazione già effettuata in sede di concessione della grazia.
Tra i punti esaminati figura anche la procedura di adozione del figlio di Minetti. Secondo quanto chiarito dalla Procura, alcune ricostruzioni pubblicate dai media sarebbero risultate inesatte. In particolare, la persona deceduta citata nelle notizie era il legale incaricato di rappresentare il minore, favorevole all’adozione, e non l’avvocato dei genitori biologici come inizialmente riportato. Inoltre, la procedura si sarebbe svolta senza opposizioni giudiziarie: i genitori naturali non avrebbero preso parte al procedimento e la madre biologica risultava irreperibile. Le autorità dell’Uruguay, inoltre, non hanno individuato elementi che facciano pensare a reati collegati alla morte del professionista coinvolto.
Le verifiche hanno escluso anche eventuali anomalie nell’iter adottivo, successivamente riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia. Non risultano inoltre indagini, procedimenti o segnalazioni a carico di Nicole Minetti o del marito, Giuseppe Cipriani, né in Uruguay né in Spagna.
Particolare attenzione è stata riservata alle condizioni di salute del bambino, descritte come particolarmente delicate e tali da richiedere cure specialistiche presso il Boston Children’s Hospital. La documentazione acquisita avrebbe confermato la necessità della presenza costante della madre durante visite, controlli e trattamenti medici, svolti anche in altre strutture specializzate internazionali.
Gli approfondimenti hanno inoltre confermato l’attività di volontariato svolta dall’ex consigliera e la sua permanenza quasi continuativa in Italia tra il 2024 e il 2025. Sono state infine considerate prive di riscontri le accuse relative alla partecipazione a presunti festini con droga e sesso, poiché tali affermazioni sarebbero state smentite dalle testimonianze raccolte e dagli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine. Alla conclusione delle verifiche, la Procura generale ha ribadito che non esistono elementi idonei a rimettere in discussione il percorso che ha portato alla concessione della grazia.