
Clima impazzito, arrivano persino le zanzare sul Monte Rosa: “Presenze mai viste da queste parti”
Le alte temperature stanno modificando in modo sempre più evidente l’ambiente delle Alpi, dove fenomeni un tempo eccezionali stanno diventando frequenti.
Tra i segnali più insoliti c’è la comparsa di sciami di zanzare in alta quota, persino al rifugio Coda, in Valle del Lys, a 2.280 metri di altitudine. Il gestore Stefano Zonca ha raccontato che, durante i giorni di caldo intenso, gli insetti hanno invaso il rifugio sorprendendo e infastidendo gli escursionisti, tanto da rendere necessario acquistare repellenti, un’esigenza mai avvertita in passato. Anche altri rifugi segnalano la presenza di mosche e insetti che fino a pochi anni fa non riuscivano a sopravvivere a queste quote.
In altri tempi – spiega La Stampa – “l’altitudine rappresentava un limite naturale invalicabile (oltre i 600-800 metri non si trovavano), ma oggi la totale assenza di freddo in quota permette a questi insetti di riprodursi a ridosso dei ghiacciai alpini”.
Gli effetti del riscaldamento riguardano anche la vegetazione e la fauna.
I pascoli si sono seccati con largo anticipo rispetto alla stagione, riducendo la disponibilità di cibo per animali come gli stambecchi. Nel frattempo, sulla vetta del Monte Bianco, a quasi 4.750 metri, le temperature sono rimaste sopra lo zero per diversi giorni consecutivi, un’anomalia che conferma l’intensificarsi dei cambiamenti climatici. Episodi estremi, come il violento temporale che ha colpito il Cervino con pioggia al posto della neve, mostrano quanto il clima stia cambiando anche alle quote più elevate.
Le guide alpine osservano ogni giorno le conseguenze di questa trasformazione. Lo scioglimento della neve e del permafrost rende le ascensioni più rischiose, aumenta il pericolo di caduta di rocce e costringe a modificare orari e percorsi per garantire la sicurezza degli escursionisti. Molti itinerari storici sono diventati difficili o impraticabili.
Anche i dati confermano il cambiamento.. Secondo gli esperti dell’Arpa Valle d’Aosta, il problema non riguarda più singoli eventi eccezionali, ma la loro crescente frequenza e intensità. Il progressivo aumento delle temperature, unito a precipitazioni sempre più violente, sta modificando in modo profondo l’ecosistema alpino, rendendo necessarie strategie di adattamento e interventi di lungo periodo.