
Mario Roggero in carcere a Bollate: “Mi sento all’ergastolo, bisogna trovarsi in quelle situazioni”. La Lega valuta di candidarlo
Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori durante l’assalto al suo negozio di Grinzane Cavour, si è costituito nel carcere di Bollate. Secondo quanto riferito da fonti vicine all’istituto penitenziario, l’uomo è apparso molto provato e, una volta entrato, sarebbe scoppiato in lacrime.
Prima dell’ingresso in carcere ha parlato con i giornalisti, esprimendo rammarico per quanto accaduto ma ribadendo la convinzione di essere stato trattato ingiustamente. “Certamente, ma col senno di poi. Bisogna trovarsi in quelle situazioni”, ha dichiarato, aggiungendo: “Ho subìto un’ingiustizia”. Roggero ha anche spiegato di confidare nella grazia, dopo che la moglie ha presentato la relativa richiesta insieme a un’istanza di sospensione temporanea della pena. “Io me l’aspetterei la grazia”, ha affermato, annunciando inoltre l’intenzione di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Il gioielliere ha sostenuto di aver reagito perché impaurito durante la rapina e ha criticato il sistema giudiziario, affermando che “Delinquenti impuniti e risarciti, per loro è il massimo”. Ha poi aggiunto che affrontare il carcere alla sua età rappresenta una prova molto difficile. Con tono polemico ha commentato anche il proprio stato d’animo: “Come mi sento? All’ergastolo. Viva la giustizia italiana”.
Dopo la conferma della sentenza da parte della Cassazione, il suo avvocato ha depositato la richiesta di grazia e il differimento dell’esecuzione della pena, che seguiranno l’iter previsto dalla legge.
Sul piano politico, il caso continua a far discutere. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è detto favorevole alla richiesta di grazia, sostenendo che Roggero “non è un pericoloso criminale”. La Lega ha annunciato di voler sostenere il gioielliere con una campagna per la grazia, una raccolta fondi destinata a coprire i risarcimenti stabiliti dalla sentenza e sta valutando anche un’eventuale candidatura, qualora ve ne siano i presupposti di legge. Roggero, interpellato sull’ipotesi di un impegno politico, ha però minimizzato con una battuta: “Adesso l’ultima cosa è candidarmi”.