
A Torino arriva il ‘Mundialito’: lo sport che abbatte le frontiere – “E’ il Mondiale dell’integrazione”. L’Evento
La Cittadella dello Sport della Colletta, in piazza Sibilla Aleramo, Torino, si prepara ad accogliere una giornata in cui il linguaggio universale dello sport diventa ponte tra culture e storie diverse.
Mercoledì 29 aprile, dalle 10 alle 17, andrà in scena il “Mundialito 2026”, iniziativa promossa dalla rete dei Cpia – i Centri Provinciali per l’istruzione degli Adulti di Piemonte e Valle d’Aosta – che mette al centro non solo la competizione, ma soprattutto il valore della convivenza e della solidarietà tra studenti.
Nato quattro anni fa a Chivasso, in un contesto segnato dalla ripartenza dopo la pandemia, l’evento ha saputo crescere e spostarsi di città in città, passando da Novi ed Asti fino ad approdare, quest’anno, nel capoluogo piemontese.
Un percorso che riflette la volontà di costruire legami sempre più ampi, coinvolgendo realtà territoriali diverse in un unico progetto condiviso.
Protagonisti della giornata saranno il torneo di calcio a 11 e la competizione di pallavolo femminile. Il calcio seguirà una struttura articolata, con gironi eliminatori, semifinali e finale, in partite brevi ma intense, pensate per favorire partecipazione e dinamismo. Le squadre, composte da titolari e riserve, rappresenteranno i diversi CPIA del territorio, insieme a delegazioni provenienti anche da altre regioni.
Parallelamente, la pallavolo femminile offrirà uno spazio dedicato all’incontro e alla valorizzazione dello sport al femminile.
I numeri testimoniano un entusiasmo in crescita: le squadre iscritte sono già aumentate rispetto all’edizione precedente e le adesioni restano aperte, segno di un interesse che va oltre la semplice dimensione agonistica. Gli studenti coinvolti, provenienti da percorsi formativi per adulti, portano con sé esperienze, lingue e identità differenti, trasformando il campo da gioco in un luogo di confronto autentico.
Ed è proprio qui che il “Mundialito” trova il suo significato più profondo: lo sport diventa strumento di inclusione reale, capace di abbattere barriere culturali e sociali, promuovendo rispetto reciproco, collaborazione e senso di appartenenza. Non si tratta soltanto di vincere una partita, ma di costruire relazioni, riconoscersi nell’altro e condividere un’esperienza comune.
L’organizzazione, ormai consolidata, garantirà spazi adeguati con campi da calcio, palestra e spogliatoi pronti ad accogliere atleti e partecipanti. Ma il vero terreno di gioco sarà quello dei valori: amicizia e fair play tra studenti, pilastri di una manifestazione che dimostra come lo sport possa essere un potente motore di integrazione e crescita collettiva.