
A Torino continua l’ondata di blackout. Ecco perché la città è così colpita (e quali sono gli orari più a rischio)
L’emergenza blackout continua a mettere sotto pressione Torino, dove da oltre una settimana migliaia di cittadini fanno i conti con continue interruzioni della corrente elettrica. I disservizi stanno interessando numerosi quartieri, dal centro alla periferia, tra cui Vanchiglia, San Donato, Mirafiori Nord, Borgo San Paolo, Crocetta, Madonna di Campagna, piazza Vittorio Veneto e via Po.
Le conseguenze sono pesanti. In molte abitazioni sono saltati condizionatori e altri apparecchi elettrici proprio durante i giorni più caldi dell’anno. Anche negozi, bar, ristoranti e uffici hanno subito rallentamenti o sospensioni dell’attività, con il rischio di perdere alimenti conservati in frigoriferi e celle refrigerate e con difficoltà nell’utilizzo dei pagamenti elettronici.
I problemi hanno coinvolto anche la circolazione cittadina. Diversi semafori sono rimasti spenti, aumentando i rischi agli incroci, mentre in alcuni condomini i portoni elettrici si sono bloccati, costringendo i residenti ad attendere il ritorno della corrente per poter uscire.
I disagi non sono limitati ai privati. Nei giorni scorsi anche alcuni uffici pubblici, come l’anagrafe centrale, hanno dovuto interrompere i servizi a causa dell’assenza di alimentazione elettrica. Le associazioni dei consumatori chiedono risarcimenti più adeguati, ritenendo insufficienti gli indennizzi automatici previsti dalla normativa, mentre cresce la preoccupazione anche tra gli operatori turistici in vista dei grandi eventi estivi.
Ma cosa provoca questi continui blackout? La causa principale è l’eccezionale richiesta di energia elettrica durante l’ondata di caldo. Con migliaia di climatizzatori accesi contemporaneamente, la rete raggiunge livelli di carico molto elevati. Per evitare danni ancora più gravi agli impianti, entrano automaticamente in funzione i sistemi di protezione che interrompono temporaneamente l’erogazione dell’energia.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il momento più critico non coincide con le ore più calde della giornata. La fascia oraria più delicata è quella tra le 19 e le 22, quando si sommano il rientro a casa, l’accensione dei condizionatori per raffrescare ambienti ormai surriscaldati, l’utilizzo di elettrodomestici e l’aumento dei consumi domestici. È proprio in queste ore che la rete elettrica viene sottoposta allo stress maggiore.
Inoltre Torino è suddivisa in diversi settori indipendenti: quando uno di questi va in sovraccarico, i sistemi di sicurezza isolano soltanto quell’area. Ecco perché i blackout colpiscono quartieri differenti in momenti diversi.