
A Torino continuano i blackout – Dati allarmanti: “Danni per più di 20 milioni: ogni stop costa a un’azienda fino a 5 mila euro”. E si pensa ad una class-action contro Iren
L’emergenza blackout continua a creare forti disagi a Torino, con pesanti conseguenze per cittadini, imprese e settore turistico. Le continue interruzioni dell’energia elettrica, inizialmente concentrate tra il centro cittadino e le periferie, si sono estese anche ad altre aree del Piemonte, coinvolgendo il Canavese e parte delle province di Vercelli e Novara. Le elevate temperature stanno mettendo sotto pressione la rete elettrica, causando lo spegnimento di condizionatori, ventilatori, frigoriferi e congelatori, con inevitabili ripercussioni sulle attività economiche.
Le categorie produttive denunciano perdite sempre più consistenti e valutano iniziative legali nei confronti dei gestori della rete. Federalberghi e Codacons stanno infatti esaminando la possibilità di avviare una class action una volta chiarite le responsabilità di Iren e Ireti. L’obiettivo è ottenere un risarcimento per cittadini, imprese e visitatori, considerato che il problema si ripresenta ormai ogni estate durante le ondate di caldo.
Le preoccupazioni aumentano anche in vista di importanti eventi cittadini, come il Kappa FuturFestival, poiché le continue interruzioni stanno provocando richieste di rimborso e alcune cancellazioni delle prenotazioni, con possibili ripercussioni sull’immagine della città.
Il presidente degli albergatori Fabio Borio chiede «scelte chiare e una ferma assunzione di responsabilità, con una gestione pubblica all’altezza delle sfide che Torino sta affrontando». Anche la presidente di Ascom Maria Luisa Coppa denuncia i danni subiti dalle attività commerciali: «I ristoranti buttano il cibo – ha dichiarato al Corriere della sera – ” Nei locali senza aria condizionata non si entra. Con queste temperature i clienti di un negozio di vestiti rinunciano perfino a provare un abito. Valutiamo la richiesta di un risarcimento, perché non si può provvedere all’adeguamento delle infrastrutture solo in condizioni di emergenza. Andrebbe fatto prima».
Secondo Cna Piemonte, ogni blackout può costare alle imprese tra 1.500 e 5.000 euro, con una stima complessiva dei danni compresa tra 12 e 20 milioni di euro. Il segretario Sergio Zanzottera riferisce di «aziende che perdono per ogni blackout da 1.500 a cinquemila euro. Stimiamo perdite comprese tra 12 e 20 milioni in tutto». Intanto Assoutenti chiede un confronto con Arera e con i gestori della rete per individuare soluzioni efficaci. Più prudente invece Confesercenti, che invita a evitare inutili allarmismi pur ribadendo la necessità di interventi strutturali affinché il problema non si ripresenti nelle prossime estati.