
A Torino, il caso dei “perennials” del potere: le stesse persone nei ruoli di comando da decenni – Ecco chi sono
A Torino il cambiamento spesso coincide con la continuità. In molte delle principali realtà economiche e culturali cittadine, le posizioni di vertice sono occupate da anni dalle stesse figure. Una stabilità che può essere letta come garanzia di esperienza, ma che solleva anche interrogativi sul ricambio della classe dirigente.
Come riporta il Corriere della Sera, tra i casi più emblematici troviao Riccardo D’Elicio, presidente del Cus Torino dal 1999: un primato di longevità che si concluderà il prossimo anno. L’ente universitario oggi offre servizi a 130 mila studenti e punta su sport e inclusione, obiettivi che, secondo D’Elicio, richiedono continuità per essere portati a termine. Anche Smat vede una guida di lungo corso: l’ingegner Paolo Romano è presidente dal 2017, dopo aver ricoperto per sedici anni il ruolo di amministratore delegato, a partire dal 2001.
Nel mondo delle associazioni di categoria spicca Dino De Santis, alla testa di Confartigianato Torino dal 2008, recentemente al centro di uno scontro con i vertici nazionali che hanno nominato un commissario. Più disteso il clima in Ascom Confcommercio, guidata da Maria Luisa Coppa dal 2006, e nella Uil Piemonte, con Gianni Cortese segretario da 17 anni, prossimo però a lasciare. Unioncamere Piemonte ha confermato Gianni Coscia, presidente dal 2020, mentre l’Ordine dei Medici è guidato da Guido Giustetto dal 2015.
La tendenza riguarda anche la cultura: Walter Barberis presiede Einaudi dal 2014; Filippo Fonsatti dirige il Teatro Stabile dal 2015 ed è ora direttore generale fino al 2030; Paolo Manera è al timone di Film Commission Torino Piemonte dal 2015; Matteo Negrin guida la Fondazione Piemonte dal Vivo dal 2017. Caso particolare quello del Circolo dei lettori: Giulio Biino, dopo due mandati, ha ottenuto un rinnovo annuale con l’obiettivo di rafforzare i rapporti con il Ministero della Cultura.
Una continuità diffusa che divide: da un lato competenza e stabilità, dall’altro la necessità di preparare nuove leadership per il futuro della città.