
Caos aerei: 600 turisti italiani bloccati a Sharm El-Sheik, molti torinesi e milanesi. La situazione
Circa 600 turisti italiani sono rimasti bloccati a Sharm El-Sheik, in Egitto, dopo la cancellazione dei voli diretti verso Milano causata dalla chiusura dello spazio aereo greco.
Tra i viaggiatori coinvolti figurano numerosi cittadini provenienti da Torino e Milano. L’emergenza si è verificata nella giornata di domenica 4 gennaio ed è legata a un grave guasto tecnico che ha colpito i sistemi di comunicazione degli aeroporti della Grecia, provocando un blocco a catena del traffico aereo internazionale.
La Farnesina ha confermato i numeri e ha fatto sapere che l’Ambasciata d’Italia al Cairo, insieme ai consolati competenti, si è attivata immediatamente per assistere i connazionali rimasti a terra. Le autorità italiane stanno garantendo sistemazioni adeguate ai turisti e lavorando per individuare soluzioni rapide per il rientro in patria. Due funzionari dell’Ambasciata sono stati inviati direttamente a Sharm El-Sheik per coordinare le operazioni. Un primo gruppo di circa 90 passeggeri, clienti Alpitour, dovrebbe rientrare in Italia con un volo straordinario della compagnia Neos previsto nelle prossime ore, sul quale saranno imbarcati anche altri cittadini italiani.
Alla base dei disagi vi è un malfunzionamento senza precedenti che ha colpito le frequenze radio utilizzate per le comunicazioni aeronautiche in Grecia. Il problema riguarda in particolare i sistemi centrali dei centri di controllo dell’area di Atene e della Macedonia, causando la sospensione di partenze e arrivi, inclusi i collegamenti con l’Italia. Anche gli aeroporti regionali risultano coinvolti, con numerosi voli dirottati verso scali alternativi e continui cambiamenti dei piani di volo.
Il blocco ha riacceso le polemiche sulle condizioni delle infrastrutture dell’aviazione civile greca, da tempo considerate obsolete e non pienamente allineate agli standard europei, evidenziando ancora una volta la fragilità del sistema nei momenti di massima pressione.