
Carburanti, prezzi alle stelle – Il Governo taglia le accise, ma benzina e gasolio restano a costi altissimi. Ecco perché
Ad una settimana dal decreto con cui il governo ha ridotto le accise di circa 25 centesimi al litro per un periodo limitato, i prezzi di benzina e gasolio risultano quasi invariati. I dati ufficiali mostrano solo lievi diminuzioni: la benzina è scesa di pochi centesimi, mentre il diesel ha registrato un calo praticamente irrilevante. In sostanza, il beneficio atteso per i consumatori si è rivelato molto più contenuto del previsto.
In tutta Italia il gasolio resta sopra i 2 euro al litro, con punte ancora più alte in alcune regioni e nelle autostrade. Anche la benzina mantiene prezzi elevati, con costi maggiori soprattutto lungo la rete autostradale. Nonostante il taglio delle imposte abbia ridotto il peso fiscale sul prezzo finale, che ora incide meno rispetto a prima, il costo complessivo alla pompa non è diminuito in modo significativo.
La ragione principale di questa situazione è l’aumento del cosiddetto prezzo industriale, cioè la componente legata al costo del petrolio, alla raffinazione e al trasporto. Negli ultimi giorni, infatti, il prezzo del greggio ha raggiunto livelli molto alti, arrivando anche oltre i 100 dollari al barile. Anche se recentemente si intravede un calo delle quotazioni, questo non si riflette subito sui prezzi alla pompa, perché i distributori devono prima esaurire le scorte acquistate a prezzi più elevati.
Le associazioni dei consumatori segnalano che l’aumento dei carburanti comporta un aggravio per gli automobilisti, stimato in diversi euro per ogni pieno. Senza un’inversione rapida della tendenza, il vantaggio del taglio delle accise rischia di essere annullato.
Inoltre, la misura governativa è temporanea e scadrà il 7 aprile: senza ulteriori interventi, si prevede un aumento immediato dei prezzi. Secondo alcune stime, il gasolio potrebbe superare i 2,5 euro al litro. Al momento, però, non sembrano imminenti nuove misure per contrastare il caro carburanti.