
Crollo degli aspiranti Poliziotti e Carabinieri: la divisa non attrae più. 70% di candidati in meno ai concorsi negli ultimi 20 anni
La carriera nelle forze dell’ordine sembra esercitare un’attrattiva sempre più debole sui giovani italiani. A raccontare questo cambiamento sono soprattutto i numeri dei concorsi pubblici, che negli ultimi due decenni hanno registrato una forte diminuzione delle candidature per Polizia di Stato e Carabinieri.
Un confronto rende evidente la trasformazione. Circa 25 anni fa, per un concorso della Polizia di Stato destinato a 780 agenti, furono presentate quasi 400mila richieste, con oltre 500 aspiranti per ogni posto disponibile. Nel 2025, invece, per un bando che metteva a disposizione 4.617 posti sono arrivate circa 46mila candidature e meno di 20mila persone si sono effettivamente presentate alle prove.
Il fenomeno non sembra spiegarsi soltanto con il progressivo invecchiamento della popolazione italiana e con la diminuzione dei giovani. Il numero di persone interessate a intraprendere questo tipo di carriera si è infatti ridotto in maniera consistente. Nei concorsi rivolti ai diplomati, la Polizia registra nell’arco di vent’anni una contrazione delle domande compresa tra il 60 e il 70 per cento. Per l’Arma dei Carabinieri il calo raggiunge circa il 70 per cento.
Un andamento differente riguarda invece la Guardia di Finanza, dove la diminuzione appare più contenuta e in alcuni concorsi si ferma intorno al 10 per cento.
C’è poi un secondo aspetto: una parte degli aspiranti che presenta la domanda non arriva al giorno delle selezioni. In diversi casi, il numero dei partecipanti effettivi risulta inferiore del 40-50 per cento rispetto alle candidature iniziali. Il risultato è che alcuni concorsi finiscono per avere un rapporto tra candidati e posti disponibili molto basso, con appena quattro o cinque persone in gara per ciascun posto. Numeri che mostrano quanto sia cambiato, rispetto agli anni Duemila, il rapporto tra i giovani e il lavoro nelle forze dell’ordine.