
Diffamò Lorenzo Pellegrini, Fabrizio Corona rinviato a giudizio
Le aule di giustizia romane si preparano a ospitare un nuovo capitolo delle vicende giudiziarie che vedono protagonista l’ex paparazzo Fabrizio Corona. Nella giornata di ieri, il giudice per l’udienza preliminare ha sciolto le riserve, disponendo il rinvio a giudizio per diffamazione nei confronti di Corona e di una donna di 26 anni. La vicenda trae origine da una serie di pesanti affermazioni che hanno colpito direttamente la vita privata e professionale di Lorenzo Pellegrini, centrocampista e simbolo della Roma, coinvolto in una spirale di accuse che la magistratura ha già definito del tutto prive di fondamento. Tutto era iniziato nell’ottobre del 2023, quando sulla piattaforma social gestita da Corona apparve un video dai toni scandalistici che prometteva rivelazioni scottanti sulla vita del calciatore giallorosso.
Il contenuto di quegli interventi, pubblicati con titoli che facevano esplicito riferimento a presunti guai con escort e denunce per stalking, poggiava interamente sul racconto fornito dalla 26enne. La donna aveva già depositato una querela presso la procura capitolina, sostenendo di aver avuto una relazione a pagamento con il centrocampista tra gennaio e luglio del 2023. Le sue dichiarazioni, riprese con enfasi dal portale di Corona, descrivevano un clima di controllo ossessivo e atti persecutori, arrivando a ipotizzare persino la sottrazione di denaro e la distruzione di un telefono cellulare da parte di persone riconducibili al calciatore. Tuttavia, l’accurato lavoro investigativo dei magistrati ha portato a una conclusione diametralmente opposta, evidenziando la totale inconsistenza di tale ricostruzione e portando alla rapida archiviazione della posizione di Pellegrini.
A causa di queste accuse rivelatesi infondate, la donna deve ora rispondere non solo di diffamazione ma anche di calunnia e minacce. Gli atti del procedimento riportano infatti l’invio di messaggi dai toni intimidatori rivolti alla moglie di Pellegrini e a un cugino del giocatore. In uno di questi testi, la giovane cercava di screditare ulteriormente il centrocampista giallorosso, definendolo come un ossessionato che la stava perseguitando. Peccato che fosse tutto falso. È proprio la gravità di queste incursioni nella sfera familiare che ha spinto Pellegrini a costituirsi parte civile nel processo che avrà inizio il prossimo primo dicembre.
Il calciatore, attraverso il suo legale Federico Olivo, ha avanzato una richiesta di risarcimento indicativa pari a centomila euro. Non si tratta però di una pretesa economica finalizzata all’arricchimento personale, poiché Pellegrini ha già comunicato ufficialmente che l’intera somma, qualora venisse riconosciuta dai giudici, sarà immediatamente devoluta in beneficenza in favore di chi si trova in stato di necessità. L’avvocato Olivo ha espresso piena soddisfazione per l’esito dell’udienza preliminare, sottolineando l’importanza della fase dibattimentale per fare piena luce sulla vicenda. Resta ora da attendere il confronto in aula, dove Corona e la sua coimputata dovranno rispondere punto su punto sulla vicenda.
La decisione del gup di Roma arriva al termine di un’istruttoria che ha smontato pezzo dopo pezzo il castello di accuse costruito dai due indagati. La 26enne, oltre alla diffamazione in concorso con l’ex paparazzo, deve ora affrontare accuse specifiche di minaccia e calunnia, per aver deliberatamente mentito agli inquirenti accusando ingiustamente il centrocampista romanista. La difesa di Pellegrini punta ora a ristabilire non solo la verità dei fatti, che appare già limpida agli occhi degli inquirenti, ma anche a punire l’uso spregiudicato dei mezzi di comunicazione per finalità calunniose. La data del primo dicembre è dunque cerchiata in rosso sul calendario giudiziario, segnando l’inizio di un dibattimento che promette di essere molto seguito, data la notorietà dei soggetti coinvolti e la delicatezza dei temi trattati.
M.M.