
Fumare cannabis in adolescenza rallenta lo sviluppo cognitivo – I risultati dell’ampio studio su ragazzi fra 9 e 17 anni
Un ampio studio internazionale condotto tra Stati Uniti e Australia evidenzia che l’uso di cannabis durante l’adolescenza può influenzare negativamente lo sviluppo cognitivo. La ricerca, guidata da Natasha Wade presso la University of California San Diego, è stata pubblicata sulla rivista Neuropsychopharmacology e si basa sui dati dell’Adolescent Brain Cognitive Development Study, uno dei più vasti progetti longitudinali sul cervello dei giovani.
L’indagine ha seguito oltre 11.000 ragazzi dai 9 ai 17 anni, analizzando nel tempo abilità come memoria, attenzione, linguaggio e rapidità di elaborazione. Per ottenere risultati più affidabili, gli studiosi hanno combinato le informazioni fornite dai partecipanti con analisi biologiche su capelli, saliva e urine, capaci di rilevare il consumo di sostanze anche a distanza di mesi.
I dati mostrano che gli adolescenti che fanno uso di cannabis registrano progressi più lenti rispetto ai coetanei. In alcuni casi partono da livelli simili o persino migliori, ma con l’inizio del consumo la crescita delle capacità cognitive tende a ridursi o stabilizzarsi, mentre negli altri continua a migliorare. Tra gli effetti osservati emerge anche un peggioramento della memoria nel tempo.
Secondo i ricercatori, un ruolo centrale sarebbe svolto dal Tetraidrocannabinolo (THC), principale sostanza psicoattiva della cannabis, associata ai cambiamenti più evidenti. Al contrario, non sono stati rilevati effetti simili nei soggetti esposti al Cannabidiolo (CBD), anche se i dati su questo gruppo sono più limitati.
Gli autori precisano che non è possibile stabilire un rapporto diretto di causa-effetto, poiché sono stati considerati anche fattori come ambiente familiare, salute mentale e uso di altre sostanze. Tuttavia, anche differenze contenute, in una fase delicata come l’adolescenza, possono avere conseguenze su apprendimento e vita quotidiana. Per questo motivo, gli esperti sottolineano l’importanza di ritardare il più possibile l’esposizione alla cannabis, così da favorire uno sviluppo cerebrale più equilibrato.