
Guerra, il fronte si allarga: centinaia di bombe su Libano e Teheran – Trump: “Li stiamo massacrando”. E non esclude invio soldati
La guerra in Medio Oriente si allarga e coinvolge nuovi fronti. Nelle ultime ore bombardamenti hanno colpito sia il Libano sia Teheran, mentre la tensione cresce in tutto il Golfo. Il presidente americano Donald Trump ha usato parole durissime: “Li stiamo massacrando”, lasciando intendere di non escludere nemmeno l’impiego di truppe sul terreno.
A Beirut si contano oltre trenta vittime dopo gli attacchi, e per la prima volta il governo libanese ha vietato a Hezbollah qualsiasi attività armata sul territorio nazionale. Dal sud del Libano sono partiti missili verso Haifa, a cui Israele ha risposto con nuovi raid. Intanto da Teheran arriva la promessa di resistere: l’ex speaker Ali Larijani ha dichiarato che l’Iran è pronto a un conflitto prolungato, mentre le autorità parlano apertamente di rappresaglia contro i Paesi ritenuti ostili.
Le esplosioni sono state avvertite in diversi Stati del Golfo. Un drone ha colpito una base britannica a Cipro e sono stati segnalati danni anche in Arabia Saudita. Le Guardie della Rivoluzione hanno rivendicato l’attacco a una petroliera nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico mondiale, annunciando di aver preso di mira un’unità considerata vicina agli Stati Uniti.
Non mancano episodi drammatici anche sul fronte occidentale: tre caccia F15 statunitensi sarebbero stati abbattuti per errore in Kuwait. Il Pentagono ha inoltre confermato la morte di un quarto soldato americano. Regno Unito, Francia e Germania si sono dette pronte ad adottare misure difensive.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha denunciato bombardamenti contro scuole e ospedali, parlando di violazioni dei principi umanitari e assicurando che l’Iran non resterà in silenzio. Migliaia di persone sono scese in piazza a Teheran per manifestare sostegno alla leadership, mentre il rischio di un’escalation regionale appare sempre più concreto.