
Il dramma: un’altra bimba affogata nel Lago di Como – Era un punto non balneabile. Cosa è successo
Tragedia sul lago di Como, dove una bambina di 9 anni ha perso la vita dopo essere scomparsa nelle acque davanti ai Giardini a Lago, vicino al Tempio Voltiano. La piccola, Arwa Rfali, si trovava in vacanza in Italia con i genitori, arrivati dal Marocco per trascorrere alcuni giorni con i parenti residenti in provincia di Monza. Durante una gita sul lago stava facendo il bagno insieme ai cugini in un tratto dove la balneazione è vietata.
L’incidente è avvenuto intorno alle 15. La bambina si trovava a breve distanza dalla riva quando è stata trascinata sott’acqua, probabilmente a causa delle particolari caratteristiche del fondale, che da una zona poco profonda diventa improvvisamente molto più profondo. Nessuno dei presenti si è accorto subito di quanto stava accadendo e, quando è stato lanciato l’allarme, era ormai sparita.
Alle ricerche hanno partecipato polizia, guardia di finanza, vigili del fuoco, sommozzatori, elicotteri e personale del 118. Dopo ore di lavoro, il corpo della piccola è stato individuato e recuperato in serata. I genitori, profondamente colpiti dall’accaduto, sono stati assistiti dalle forze dell’ordine.
Il punto in cui è avvenuta la tragedia è noto da tempo per la sua pericolosità. Pur essendo segnalato da numerosi cartelli che vietano la balneazione, continua a essere frequentato soprattutto durante l’estate, in particolare da turisti stranieri. La presenza di una secca vicino alla riva e il brusco cambiamento di profondità rappresentano un rischio elevato per chi entra in acqua.
Negli ultimi anni, nello stesso tratto del lago si sono già verificati numerosi incidenti mortali. Nonostante il divieto e i continui controlli, molte persone continuano a utilizzare quest’area come spiaggia libera, anche perché è uno dei pochi punti cittadini dove è possibile accedere al lago senza pagare l’ingresso ai lidi attrezzati.