Inps, bonus bebè, al via i pagamenti: già erogati 78mila contributi

16/07/2025

Dopo mesi di attesa, lo sprint dell’Inps ha finalmente sbloccato il pagamento del bonus da 1000 euro destinato alle famiglie che nel 2025 hanno accolto un nuovo nato o adottato un bambino. Si tratta di un contributo una tantum, introdotto con l’ultima Manovra, che punta a sostenere le famiglie italiane in un contesto di natalità ai minimi storici. Finora, sono quasi 115mila le domande ricevute, e l’80% dei pagamenti è già stato completato.

Il bonus è riservato ai nuclei familiari con Isee fino a 40mila euro, escludendo dal conteggio l’Assegno unico, i titoli di Stato e i buoni fruttiferi postali. Possono beneficiarne anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, e non sono previsti limiti legati allo stato lavorativo: il contributo può essere richiesto da disoccupati, lavoratori autonomi e dipendenti. “È un aiuto concreto pensato per tutte le famiglie, indipendentemente dalla loro condizione occupazionale”, spiegano dall’Inps.

Il sostegno non concorre alla formazione del reddito imponibile e non incide quindi sul calcolo delle imposte. La domanda va presentata entro due mesi dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore, e i pagamenti vengono effettuati entro 30 giorni. Per chi ha figli gemelli o più minori adottati, è necessario inoltrare una domanda per ciascun bambino.

Ad aprile l’Inps ha pubblicato la circolare attuativa e, entro il 16 giugno, sono state inviate circa 100mila richieste retroattive per nascite e adozioni avvenute tra il 1° gennaio e il 17 aprile. Da allora, il bonus è entrato a regime, e altre 15mila domande sono state presentate per eventi successivi a quella data. L’Inps ha già erogato 78mila bonus, altri 7mila sono in pagamento entro fine mese e le restanti 30mila saranno liquidate entro l’estate. Il governo ha stanziato 330 milioni di euro per il 2025, con la possibilità di aumentare i fondi fino a 360 milioni nel 2026.

Secondo le stime, le risorse attuali dovrebbero essere sufficienti a coprire circa 330mila beneficiari, un numero plausibile vista la previsione di 370mila nascite nel 2024, destinate a calare ulteriormente l’anno successivo. “Ci aspettiamo almeno altre 150mila richieste entro dicembre”, dichiarano dall’Inps.

Non mancano però le critiche. Le opposizioni, tra cui Pd, M5s e Avs, giudicano la misura insufficiente. “Un contributo una tantum non basta: serve un sostegno strutturale alle famiglie e un taglio dell’Iva sui prodotti per l’infanzia”, sostengono i partiti, dopo che l’aliquota è tornata tra il 10% e il 22% dal gennaio scorso.

Nel frattempo, si attende anche lo sblocco del bonus psicologo da 1500 euro: dopo il via libera di maggio alla nuova tranche di fondi, servirà una circolare Inps per far partire i pagamenti, attesi non prima di settembre. La disponibilità è limitata: i 12 milioni residui del 2024 permetteranno l’accesso ad appena 8mila persone, a fronte delle 400mila che si sono dette interessate.

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