
John Elkann vende La Stampa: la trattativa è misteriosa e i giornalisti scioperano ancora: “Elkann dica a chi vuole venderci. Non siamo una merce”
Clima di forte tensione alla La Stampa, che annuncia un nuovo stop alle pubblicazioni. Il quotidiano non sarà in edicola il 26 febbraio e il sito sospenderà gli aggiornamenti per 24 ore. La redazione protesta contro l’editore John Elkann, chiedendo chiarezza sulla possibile cessione del giornale da parte di Exor.
Nel comunicato, il Comitato di redazione e le Rsu ribadiscono: “L’editore Elkann dica a chi vuole venderci. Non siamo una merce ma presidio di pluralismo”. I rappresentanti dei lavoratori chiedono informazioni ufficiali sull’andamento della trattativa e sulla composizione della cordata interessata all’acquisto. In particolare domandano “Chiediamo di avere una data precisa di conclusione della due diligence in corso con il gruppo Sae e ancor prima la composizione della cordata acquirente”.
Secondo i giornalisti, da mesi circolano indiscrezioni contrastanti che alimentano incertezza, mentre sarebbe ormai evidente l’intenzione della proprietà di cedere la testata. La redazione sottolinea che le offerte ricevute dimostrerebbero il valore del quotidiano e chiede garanzie su occupazione, stipendi, contratti e perimetro dell’eventuale vendita.
La mobilitazione prevede presìdi a Torino e a Roma, con l’obiettivo di coinvolgere anche le istituzioni. I lavoratori ricordano le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in visita in redazione ha affermato che «i giornali sono un pilastro della democrazia». E ribadiscono: “La Stampa non è una merce qualunque: è un bene pubblico, presidio di pluralismo e libera informazione, costruito ogni giorno da oltre 150 anni, e come tale va tutelato”.
A esprimere solidarietà è anche Alessandra Costante, segretaria della Fnsi, che richiama la crisi dell’intero settore: contratto nazionale fermo dal 2016, stipendi erosi dall’inflazione e nodo irrisolto dell’equo compenso per i freelance. Una vertenza che si intreccia con il futuro incerto di una delle storiche testate italiane.