La guerra in Medio Oriente sta distruggendo anche l’ambiente – In 2 settimane inquinamento come un milione di auto: “Danni enormi”

14/04/2026

Il conflitto in corso in Medio Oriente non sta producendo solo conseguenze politiche e umanitarie, ma anche un forte impatto sull’ambiente. Secondo uno studio condotto da ricercatori della Queen Mary University of London, della Lancaster University e del Climate and Community Institute, nelle prime due settimane di scontri tra Israele, Stati Uniti e Iran sono state immesse nell’atmosfera oltre 5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Si tratta di una quantità superiore alle emissioni annuali di un intero Paese come Islanda.
L’area più colpita è quella del Golfo Persico, dove l’inquinamento generato ha già causato danni stimati in oltre 1,3 miliardi di dollari. Nel periodo compreso tra la fine di febbraio e metà marzo, le emissioni prodotte dalle operazioni belliche e dalle attività connesse sono state paragonabili a quelle generate da circa un milione di automobili a benzina in circolazione.
A determinare questo aumento eccezionale delle emissioni sono soprattutto gli attacchi contro infrastrutture energetiche strategiche, come raffinerie, impianti petroliferi e depositi di carburante. A ciò si aggiunge il traffico marittimo alterato nella zona: numerose petroliere e navi per il trasporto di gas restano bloccate o costrette a manovre prolungate nei pressi dello Stretto di Hormuz, senza poter attraversare liberamente a causa delle tensioni e delle restrizioni imposte dall’Iran.
Questo studio utilizza lo stesso metodo già adottato per valutare l’impatto ambientale di altri conflitti recenti, come quello in Ucraina e la guerra a Gaza. In particolare, le analisi precedenti avevano mostrato come le operazioni militari possano rilasciare quantità enormi di gas serra, con effetti paragonabili alla capacità di assorbimento di vaste aree forestali.
Nel caso della guerra tra Israele e Hamas iniziata nell’ottobre 2023, ad esempio, le emissioni prodotte sarebbero tali da richiedere una superficie boschiva enorme per essere compensate.

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