
Latina, trasporto pubblico nel caos: autisti assenti per ferie o mutua e bus fermi
La giornata di ieri per i cittadini di Latina si è trasformata in un vero e proprio percorso a ostacoli, dove la meta finale non era solo il posto di lavoro o la scuola, ma la semplice speranza di veder apparire un autobus all’orizzonte. La cronaca di un disservizio annunciato, o forse solo tragicamente sottovalutato, ha colpito al cuore il trasporto pubblico locale, lasciando a piedi migliaia di passeggeri in quella che è stata definita una delle giornate più nere per la mobilità pontina. I numeri, d’altronde, parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche: circa il 47% del personale viaggiante è risultato improvvisamente indisponibile, dimezzando di fatto la forza lavoro necessaria a garantire anche solo le corse minime.
Il silenzio delle fermate, prive di qualsiasi comunicazione ufficiale o avviso preventivo, ha alimentato la frustrazione di chi, tra studenti e lavoratori, ha atteso invano sotto il sole o al freddo della prima mattina, scoprendo solo col passare delle ore che i mezzi erano rimasti nei depositi. La motivazione formale addotta dal gestore del servizio parla di una raffica di assenze dovute a malattia, permessi, riposi e congedi, una coincidenza temporale che appare quantomeno sospetta se letta in parallelo con i recenti sviluppi delle trattative sindacali. Il detonatore di questa improvvisa epidemia di assenze sembra essere stato un incontro tenutosi nella serata di mercoledì.
Secondo quanto riferito dal delegato regionale della Faisa Cisal, Renzo Coppini, il verbale di quella riunione ha scatenato un vero e proprio allarme tra i dipendenti, preoccupati per la stabilità del proprio stipendio e del proprio posto di lavoro. Il documento in questione traccia infatti un profilo economico allarmante per la società, citando un concreto rischio di dissesto finanziario che obbliga l’azienda ad adottare misure di contenimento dei costi definite temporanee, ma drastiche.
In particolare, la società ha comunicato la necessità di intervenire immediatamente sulla spesa corrente. Nel verbale si legge chiaramente che «in assenza di un ripristino delle condizioni economiche coerenti con l’accordo transattivo del 28 giugno 2024 e con il contratto di ripetizione, si rende necessario adottare misure temporanee e proporzionate di contenimento dei costi, finalizzate esclusivamente alla salvaguardia della continuità aziendale». Tra queste misure, una in particolare ha suscitato indignazione tra i dipendenti: «si rende necessaria la sospensione temporanea dell’erogazione dei buoni pasto previsti dagli accordi di secondo livello, quale iniziale e primo intervento conservativo volto a garantire, almeno per questo mese, la prioritaria corresponsione delle retribuzioni e la stabilità occupazionale».
Tuttavia, la rassicurazione sulla natura temporanea del provvedimento non è bastata a placare gli animi, poiché la stessa azienda ha ammesso che, se l’attuale assetto economico dovesse persistere, le conseguenze colpiranno inevitabilmente i livelli occupazionali e la regolarità complessiva del servizio. Coppini ha inoltre sollevato un punto critico riguardante i fondi regionali, denunciando un immobilismo burocratico che aggrava la crisi finanziaria della ditta. «Molti autisti si sono preoccupati. E pensare che nel 2024 era stato stanziato dalla Regione un milione di euro, votato e messo a bilancio, ma non sono seguiti gli atti conseguenti: è rimasto tutto fermo», ha aggiunto il sindacalista con amarezza.
L’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Matilde Celentano e dall’assessore alla Mobilità Gianluca Di Cocco, si è trovata a dover gestire un’emergenza che ha paralizzato la città, scusandosi con i cittadini per l’imprevedibilità dell’evento. Di Cocco, pur riconoscendo le difficoltà dell’azienda, ha stigmatizzato l’accaduto con parole ferme, sottolineando come un servizio essenziale non possa essere ostaggio di criticità organizzative così impattanti. «Pur comprendendo la natura imprevedibile di alcune assenze, una carenza di tale entità non può tradursi in un’interruzione così ampia di un servizio pubblico essenziale», ha dichiarato l’assessore, aggiungendo che è fondamentale che il trasporto locale sia supportato da un’organizzazione in grado di garantire continuità anche in presenza di criticità straordinarie. L’amministrazione ha già avviato un confronto per individuare misure tempestive per il ripristino della regolarità del servizio e per prevenire che simili paralisi possano ripetersi in futuro, mentre i pendolari rimangono in attesa di capire se la prossima settimana i bus torneranno a percorrere regolarmente le strade cittadine.