Lazio, per il dopo-Sarri avanza la candidatura di Thiago Motta

20/05/2026

Il prossimo incontro tra Maurizio Sarri e Claudio Lotito avrà un unico e definitivo scopo, ovvero la consegna formale delle dimissioni da parte del tecnico toscano. La decisione è ormai presa e l’allenatore lascerà definitivamente la panchina della Lazio dopo un periodo intenso e tormentato. Davanti a lui si apre adesso un bivio suggestivo, diviso tra il romantico ritorno all’ombra del Vesuvio e una nuova avventura professionale sulla panchina dell’Atalanta. Il Comandante ha ricevuto due proposte estremamente allettanti e le sue riflessioni non si basano su questioni di natura puramente economica. Da una parte c’è il richiamo del cuore che lo spinge verso Napoli, una piazza dove ha lasciato un lavoro interrotto a metà e uno scudetto soltanto sfiorato. Tuttavia, i vecchi traumi legati alle frizioni di mercato e il rapporto storicamente complesso con Aurelio De Laurentiis impongono prudenza. Il patron azzurro non ha chiamato direttamente il tecnico, ma ha affidato al direttore sportivo Manna il compito di strutturare un accordo biennale da 2 milioni e 600mila euro, convinto che la rosa attuale sia già pronta per competere ad alti livelli nel prossimo campionato.

Dall’altra parte si fa sempre più insistente il pressing di Cristiano Giuntoli, desideroso di portare l’allenatore a Bergamo per avviare un nuovo ciclo tattico. L’offerta dell’Atalanta prevede un contratto biennale da 2 milioni e 700mila euro e la promessa di investimenti mirati sul mercato, con il solo sacrificio di Ederson, per adattare la squadra al classico 4-3-3 sarriano. I dubbi del tecnico in questo caso sono legati a un gruppo abituato da un decennio a giocare con la difesa a tre e alla prospettiva di dover disputare la Conference League, una competizione non particolarmente amata, sebbene le pressioni ambientali siano inferiori rispetto a quelle all’ombra del Vesuvio. Sarri scioglierà le riserve nelle prossime 48 ore, dopo un confronto approfondito con la moglie Marina e con il proprio staff tecnico durante la ripresa dei lavori nel centro sportivo di Formello.

La fine del rapporto con la sponda biancoceleste della capitale arriva dopo quella che lo stesso allenatore ha definito come la stagione più difficile vissuta in tutta la sua carriera, nonostante l’orgoglio di vedere comunque riconosciuto il proprio duro lavoro da altre importanti realtà. Sarri avrebbe voluto dare la precedenza alla Lazio, ma si è sentito nuovamente messo in secondo piano dalla dirigenza: «Nessuno mi ha parlato dei programmi del futuro». Il tecnico avrebbe preteso chiarezza immediata sui budget a disposizione e una scrittura privata garantita da fideiussioni per tutelare i futuri acquisti, condizioni che la presidenza non ha voluto accettare per evitare di farsi mettere con le spalle al muro.

Per formalizzare la separazione sarà necessario trovare un accordo sulla rescissione delle restanti due stagioni di contratto. Il presidente Lotito ha già chiarito la propria posizione citando la massima secondo cui «Tutti sono utili, nessuno è indispensabile», intravedendo anche il vantaggio di alleggerire il bilancio societario di circa 10 milioni di euro lordi legati all’ingaggio dello staff. Restano da risolvere i nodi legati alle ultime tre mensilità di stipendio non ancora corrisposte, un dettaglio economico che potrebbe rallentare l’atto finale di un divorzio che lascia molta amarezza tra i tifosi per via del nono posto finale in campionato, nonostante la finale di Coppa Italia raggiunta.

Una volta ufficializzato l’addio di Sarri, la presidenza laziale accelererà le consultazioni per la panchina. I contatti esplorativi hanno riguardato profili di alto livello come Massimiliano Allegri, frenato però da pretese economiche fuori portata, e soprattutto Thiago Motta, reduce da un periodo di inattività dopo l’esperienza alla Juventus. Proprio il tecnico italo-brasiliano sembrerebbe essere in pole nelle preferenze della dirigenza biancoceleste. Guardando ad altre soluzioni, profili come Raffaele Palladino e il grande ex Sergio Conceicao hanno già manifestato il proprio gradimento per un eventuale sbarco a Roma, posizionandosi in prima fila rispetto alla candidatura di Rino Gattuso. Più defilato appare Fabio Grosso, mentre il direttore sportivo Angelo Fabiani valuta anche il nome emergente di Fabio Pisacane. Sullo sfondo restano le indiscrezioni sul possibile arrivo del dirigente Sean Sogliano dal Verona, in un clima di profonda ristrutturazione tecnica che vede Fabiani sotto esame per la gestione dei continui avvicendamenti sulla panchina biancoceleste negli ultimi anni.

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