
Le Forze Israeliane entrano in Libano via terra – Colpita l’ambasciata Usa a Riad. Trump: “Abbiamo Scorte di munizione illimitate”
Nuova escalation in Medio Oriente: le forze armate israeliane hanno condotto raid simultanei contro obiettivi militari a Teheran e Beirut. Su X, le Israel Defense Forces hanno confermato “attacchi mirati effettuati contemporaneamente contro obiettivi militari a Teheran e Beirut”. Parallelamente, unità israeliane sono penetrate via terra nel sud del Libano, annunciando l’intenzione di estendere il controllo in nuove aree di confine.
La tensione si è ulteriormente aggravata dopo che l’ambasciata americana a Riad è stata colpita da droni, provocando un incendio. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato: “Risponderemo. Abbiamo Scorte di munizione illimitate”. In un messaggio su Truth ha ribadito: “Scorte di munizione illimitate, possiamo combattere per sempre”, sostenendo che gli arsenali statunitensi di livello medio e medio-alto non sarebbero mai stati così consistenti. Tuttavia, fonti del Pentagon citate dal Wall Street Journal parlano di disponibilità non inesauribili e di incertezze sulla durata delle scorte. I costi dell’apparato militare restano elevatissimi: una portaerei richiede milioni di dollari al giorno e le recenti operazioni contro l’Iran hanno comportato spese miliardarie.
Sul fronte diplomatico, il vicepresidente JD Vance ha assicurato che l’Iran non diventerà “un nuovo Iraq o Afghanistan”. Intanto da China è arrivato l’invito a fermare le operazioni e a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico globale.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato che Teheran stava realizzando nuovi siti sotterranei per programmi missilistici e nucleari, sostenendo che “Se non si interviene ora, non si potrà intervenire in futuro” e promettendo un’azione “rapida e decisiva”, escludendo “una guerra infinita”. Nel frattempo, secondo media regionali, l’esercito libanese avrebbe abbandonato diverse postazioni lungo la frontiera, mentre si segnalano esplosioni anche a Isfahan e Shiraz.