
Lombardia – Svolta nel caso dell’uomo trovato carbonizzato in casa. Non è stato incidente domestico: arrestato il vicino
Clamorosa svolta sulla morte di Roberto Iabichella, 60 anni, avvenuta a Vigevano il 23 agosto, non sarebbe stata provocata da un incidente domestico. L’uomo era stato trovato senza vita nella propria abitazione di via Ugo Foscolo, dove era divampato un incendio nella camera da letto. In un primo momento si era pensato che le fiamme fossero partite accidentalmente e che potessero aver causato la morte. Gli accertamenti successivi, però, hanno portato alla luce elementi molto più gravi e hanno trasformato il caso in un’indagine per omicidio.
Gli esami medico-legali hanno infatti evidenziato importanti ferite al volto e soprattutto segni compatibili con uno strangolamento. Le lesioni sarebbero state provocate prima che l’incendio si sviluppasse, facendo quindi escludere l’ipotesi di una morte causata direttamente dal rogo.
Secondo la ricostruzione della Procura di Pavia, dopo aver aggredito e strangolato Iabichella, il responsabile avrebbe cercato di confondere gli investigatori. Per far sembrare che la vittima avesse deciso di togliersi la vita, avrebbe utilizzato il suo telefono per mandare alcuni messaggi dal tono personale e di addio. Successivamente avrebbe appiccato il fuoco nella camera da letto, con l’obiettivo di distruggere il corpo e cancellare le possibili tracce dell’aggressione.
Le indagini si sono concentrate sul vicino di casa della vittima e suo conoscente da diverso tempo. Gli investigatori hanno ricostruito con attenzione gli spostamenti di Iabichella nelle ore precedenti alla morte, verificato gli accessi all’edificio e raccolto le dichiarazioni di varie persone informate sui fatti. L’insieme di questi elementi ha permesso agli inquirenti di indirizzare i sospetti verso il vicino.
Nella giornata odierna è quindi scattato l’arresto, per il quale è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.