
Milano dà il suo addio commosso a Don Mazzi. Lunedì sarà lutto cittadino: “Hai salvato migliaia di ragazzi”
Milano darà l’ultimo saluto a don Antonio Mazzi, storico fondatore della comunità Exodus, scomparso lasciando un segno profondo nel mondo del sociale.
I funerali saranno celebrati lunedì alle 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio. Per l’occasione il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino, mentre in tutte le sedi comunali le bandiere saranno esposte a mezz’asta come segno di partecipazione al dolore della città.
Tra i primi a ricordarlo è stato proprio il primo cittadino: “Don Mazzi ha sempre rappresentato una delle anime di Milano, quella attenta al prossimo, vicina ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà. Al nostro Paese mancheranno la grinta e la determinazione con cui ha portato avanti importanti battaglie sociali. E a me mancherà un vero amico”.
Anche la presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, ha voluto omaggiare il sacerdote, sottolineando il suo costante impegno a favore dei giovani più fragili e ricordando il valore umano e sociale del suo operato: “Un sacerdote che ha speso la sua vita e la sua missione per le ragazze e i ragazzi in difficoltà. Con la morte di don Mazzi, Milano perde una personalità autorevole e un punto di riferimento per moltissime persone in città e in Italia. Esprimo il cordoglio e la vicinanza del Consiglio comunale di Milano alla famiglia, a chi lo ha conosciuto, alle ragazze e ai ragazzi che lo hanno seguito e alla Fondazione Exodus”.
Numerosi anche i messaggi delle istituzioni. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha dichiarato: “La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Oggi non perdiamo soltanto il fondatore di Exodus, ma un uomo straordinario che ho avuto la fortuna di conoscere, stimare e chiamare amico”. Guido Bertolaso ha aggiunto: “Ciao don Antonio. Sei stato un uomo dolce e buono, capace di tendere la mano a chiunque ne avesse bisogno, senza mai giudicare. Migliaia di giovani ti devono la vita, perché hai restituito loro speranza, dignità e una seconda possibilità quando sembrava impossibile”. Anche Carlo Sangalli lo ha ricordato con poche ma significative parole: “Con don Mazzi perdiamo un protagonista del bene”.