
Milano – Il caso Rogoredo: dopo l’ennesima sparatoria il quartiere è al centro dell’attenzione – I residenti: “Qua non c’è solo delinquenza”
Rogoredo tra cronaca e rilancio: “Non siamo solo spaccio”
Rogoredo è tornato al centro del dibattito dopo due gravi episodi avvenuti nelle ultime settimane, proprio mentre Milano ospita le Olimpiadi invernali. All’uscita della stazione, oggi, si notano camionette di esercito e polizia, militari armati e controlli rafforzati. Il potenziamento rientra nell’operazione “Strade sicure” e arriva dopo due sparatorie che hanno coinvolto uomini già noti alle forze dell’ordine, riaccendendo l’attenzione sulla sicurezza del quartiere.
La presenza delle forze dell’ordine ha anche un valore simbolico: dalla stazione parte la navetta per l’Arena Santa Giulia, sede delle gare di hockey, distante poco più di un chilometro. Migliaia di visitatori transitano ogni giorno da qui, trasformando Rogoredo in uno snodo strategico della città.
Eppure ridurre il quartiere alla cronaca nera è fuorviante. Ex zona operaia, Rogoredo convive da anni con forti contrasti: accanto al passato del “boschetto della droga”, storica piazza di spaccio parzialmente smantellata dal 2017, sorgono la sede di Sky, tratti curati del Parco Agricolo Sud e nuove aree residenziali come Santa Giulia. Lo spaccio non è scomparso, ma si è spostato più a sud, lungo le aree vicine ai binari, dove il disagio resta evidente.
Intanto avanzano progetti di riqualificazione: il futuro Bosco della Musica, nuovi complessi abitativi nell’area dello Scalo e interventi urbanistici legati all’Arena. Santa Giulia, pensata come quartiere modello, è ancora incompleta, tra cantieri e opere rimandate come la metro-tranvia. I residenti chiedono di non essere identificati solo con il degrado: Rogoredo è anche servizi, verde e una comunità che prova a costruire un futuro diverso.