Milano – Parla lo studente accoltellato in Corso Como: «I miei aggressori? Ho perso le gambe, non la voglia di vivere» La sua lettera commovente

13/05/2026

Dopo mesi lontano dai riflettori, Davide Simone Cavallo, lo studente della Bocconi ferito gravemente durante un’aggressione avvenuta lo scorso ottobre in zona Corso Como a Milano, ha deciso di raccontare il proprio dolore in una toccante lettera consegnata agli atti dell’inchiesta. Il giovane, vittima dell’assalto di una baby gang composta da cinque ragazzi, ripercorre le conseguenze fisiche e psicologiche di quella notte che gli ha cambiato la vita.

Nel testo Davide descrive il trauma ancora vivo: spiega che il suo corpo conserva il ricordo della coltellata anche se la mente cerca di allontanarlo. Racconta di essersi sentito trattato come un oggetto, “un palloncino da bucare per divertimento”, vittima di una violenza senza motivo.

Nonostante le gravissime ferite e la perdita delle gambe, il ragazzo sorprende per le parole rivolte ai suoi aggressori. Dice di non provare odio nei loro confronti e di essere addolorato pensando ai giorni che quei giovani trascorreranno in carcere. Nel suo messaggio invita i ragazzi a non considerarsi senza speranza e li esorta ad avere compassione prima di tutto verso sé stessi.

Di seguito le parti salienti della lettera:

A volte ancora la sento, la coltellata.

All’inizio i dolori erano troppi e non si distinguevano. Dopo giorni, quando si sono sedimentati, è rimasta quella sensazione, un dolore puntato, una forte fitta ripetitiva dietro il fianco sinistro, quando penso a quel ragazzo picchiato per terra. E, ogni volta, piango, come un bambino. Io non lo ricordo, ma il mio corpo sì. Io non dovrei essere qui.

Mi chiamo Davide Simone Cavallo, ho 22 anni e sono il ragazzo che è stato rapinato, aggredito e accoltellato la notte del 12 ottobre vicino a Corso Como. Ci ho messo un po’ a decidere di aprirmi ma, avvicinandosi la causa legale (20 maggio), sento sia arrivato il momento. Non so bene da dove iniziare perciò racconto un po’ di me.

Sono un ragazzo di 22 anni a Milano. Mi piace recitare e scrivere poesie. […] Mi piace correre, saltare, ballare moltissimo, fare la verticale, i tuffi, arrampicarmi sugli alberi, camminare sui muretti, scoprire posti nuovi. Viaggiare. […]

Sono una persona buona, per quanto non stia a me dirlo, voglio crederci. […] Ho una famiglia numerosa che mi ama e degli amici che mi sanno vedere. Studio Economia dell’Arte in inglese, un corso di economia mirato ai prodotti culturali, musica, film, quadri, spettacoli.

Sono leale, curioso, gentile, appassionato fino alle ossa di qualsiasi cosa la vita voglia regalarmi, bello e brutto: mi piace così. Ho avuto la fortuna di non finire praticamente mai in ospedale, mai ossa rotte o salute difficile, un corpo perfettamente funzionante, bello e affidabile. La mia agilità e riflessi sono invidiabili. Continuo a dire “sono” e non “erano” perché non riesco ad accettare che siano perse dopo quello che mi è successo. Non sarebbe giusto.

E io credo nelle cose giuste.

Perciò mi sembra corretto raccontare come sia arrivato qui.

Una stanza grigia, scura, macchinari attaccati alle pareti e un ragazzo vestito di azzurro che mi parla e dice «Davide stai immobile, non ti spaventare. Sei in ospedale, hai un tubo attaccato alla gola potresti farti male. Sei stato accoltellato, ti abbiamo operato».

Che cosa è successo? Dove sono? Perché mi sto svegliando qui? […]

Le gambe.

Non mi sento le gambe.

Perché non mi sento le gambe?

«Perché non mi sento le gambe?»

All’inizio dissero che erano atrofizzate, che sarebbe passato subito, che dovevo provare a muoverle: la destra un po’ rispondeva, la sinistra no. Ma le ore passavano, i giorni, e nulla cambiava. […]

I primi giorni in intensiva sono stati un inferno, non potevo muovere che un braccio, non potevo mangiare né bere, non sapevo che ore fossero, non vedevo il sole, non ricordavo NIENTE degli ultimi 5 giorni della mia vita… […]

Poi la morte. […] Non potevo chiudere gli occhi perché vedevo, sentivo cose, non potevo aprirli perché un essere nero, strano, con solo gli occhi e nessuna bocca mi si avvicinava di tanto in tanto, passo dopo passo, e io non potevo muovermi, non potevo scappare […] avevo paura.

Una paura matta, tremenda, indescrivibile […] volevo la mamma, cercavo mia mamma. […]

GIORNI. Giorni e giorni di paura. Potrò muovermi? Potrò camminare? Potrò fare pipì? Che cosa sta succedendo? Perché mi fa male?

Cosa che non tutti sanno, le problematiche che una lesione midollare può causare non si circoscrivono al non muovere. Vanno dal non sentire al non riuscire a urinare o sentire le parti intime, fitte casuali, ferite da immobilità (piaghe da decubito) lente a guarire per la circolazione ridotta, non sapere dove sono le gambe e spasmi involontari, ripetitivi e dolorosi.

Le mie giornate da 6 mesi a questa parte la mattina iniziano con tubi, pillole e medicazioni, per finire con punture, scarichi e contrazioni involontarie.

Poi i tamponi, prelievi, esami alle 6 del mattino, le notti insonni fra fastidi e rumori, l’ansia costante, gli aghi, l’iniezione giornaliera, le infezioni, le piccole operazioni, il catetere fisso, le fitte, gli spasmi i dolori gli antibiotici, la noia, i pianti […] le ruote. Sempre, ovunque: le ruote. […]

So che sembra un po’ fuori contesto raccontare tutto ciò, ma voglio far passare il concetto: questa è la mia vita. Non una favola, né un qualcosa di astratto e distante.

Le cose vanno così a causa di 5 ragazzini arrabbiati col mondo. Non mi nasconderò dietro un dito. Quando ho saputo della loro età, a parte l’incredulità, mi si è fatto pesante il cuore: mi dispiace per ogni giorno che passano in galera, mi dispiace davvero. Sono troppo giovani per non vivere il mondo. E nonostante questo, lo ero anch’io. Persino adesso, possono usare le proprie gambe, sentirle attaccate al corpo, fare sport. Non è scontato. Ormai lo so.

La cosa più dura di tutte è forse che in tutto ciò, io, per come sono fatto, quella sera, avrei teso loro la mano.

Gli avrei chiesto come andava la serata, che facevano, se avessi potuto veramente aiutarli l’avrei fatto. Perché sono fatto così. E perché sembrano 5 ragazzi come altri, che volevano divertirsi, con cui sarei potuto essere AMICO. Non sembravano questo mio penoso futuro, non sembravano cattivi.

E, invece, eccomi qui, a combattere ogni giorno per la qualità dei prossimi anni della mia vita […]

Tutto ciò che mi sono riguadagnato è grazie a Dio, i dottori, le mie persone e me stesso. I problemi neurologici non “guariscono” solamente. Si compensano. […] Ogni movimento ripreso è frutto della mia voglia di vivere e forza di volontà. Un gesto mi sta costando anni della mia vita, dolore e una quantità di forza inimmaginabile.

Tuttavia, provo a capire.

Conosco la rabbia di un’età, la frustrazione del vivere in un mondo troppo grande per noi, quel dolore immotivato frutto del non capire e non capirsi, e inevitabilmente, non essere capiti.

Non odio. Dovrei farlo, credo, sarebbe logico, ma non mi riesce. L’odio non è logico, e manco io. A volte penso che il mio cuore ha già perdonato un po’ quello che mi è stato fatto, perché so come si sentono i responsabili, o almeno mi piace pensarlo, quanto probabilmente ne soffrano, quanto è facile fare cazzate immense quando ci si perde. Se sei veramente in grado di metterti nei panni di chi dovresti odiare, forse, sei in grado anche di perdonare. E qualche parte dentro di me, che non voleva finisse così, lo ha fatto. Ho compassione per loro e li abbraccio.

D’altronde, la cosa che meno sopporto è la stessa per cui più devo ringraziare: sono stato costretto ad essere grato delle cose più piccole. Un passo, un movimento che fino a ieri era normale finalmente riacquisito dopo mesi di lavoro, una notte senza svegliarmi, un po’ di sole.

Il cuore perdona, il corpo invece, ancora, aspetta. […]

Fino ad allora, ho un corpo nuovo, con una sensibilità diversa, che vuole essere scoperto. […] Ho 22 anni, voglio vivere la mia vita a pieno, fare esperienze, giocare a basket o qualsiasi cosa mi vada. Scoprire la mia sessualità, amare una persona, sentirmi toccato se toccato, gioire del mio corpo.

Sembra mi sia stata strappata metà della vita in un colpo solo […] Ero veloce, modestamente agile, bravo in tutti gli sport, ne andavo fiero, mi faceva sentire sicuro. Ora devo concentrarmi per non far cedere le ginocchia quando sto su.

Avrei voluto scoprire qual era il massimo che potevo raggiungere, e non sarà mai più possibile. […] Il ragazzo che correva e saltava e ballava non esiste più se non nella mia immaginazione e in quel che riesce questo nuovo corpo.

[…] Nel momento stesso in cui mi hanno iniziato a picchiare nessuno aveva già più a cuore la mia incolumità, sono diventato un oggetto, un palloncino da scoppiare per gioco.

[…] Se avessi visto quella scena dal di fuori sarei intervenuto, con intelligenza. Ma anche a costo di rimetterci: nessuno merita di passare quello che ho vissuto.

Io, quella sera, volevo solo tornare a casa, mettermi a dormire e svegliarmi la mattina dopo come tutti i giorni. Invece sono qui a farmi forza, a cercare di dare un senso a quel che un senso non ne ha […]

Non lo so, e fortunatamente non sta a me rispondere a queste domande. Ma non posso iniziare a mettere da parte sogni adesso. Mi rifiuto.

Per questo metto tutto me stesso in ogni attimo di lavoro, di vita, di guarigione […] O ci credi veramente di uscire, o marcisci, fino a non riconoscerti più.

Vorrei evitare.

Tralascio l’aspetto più vitale e che forse più mi strugge: la mia famiglia. […]

Quello che è stato fatto alla mia famiglia, quello che si è rischiato di far loro passare, quello è imperdonabile.

[…] Un centimetro più a destra, qualche minuto di più, un’altra sottile lama che mi recideva qualcosa e nessuno avrebbe mai saputo di me dalla mia bocca, visto i miei occhi.

Dunque, ci tengo infine a dire […] io, fino a ieri, ero voi. Ciascuno di voi. Non ero diverso. Fino a ieri camminavo per la strada cantando […]

Per questo ogni giorno penso di non aver ballato abbastanza, abbracciato abbastanza, rincorso, saltato, viaggiato, toccato, sentito, vissuto, amato abbastanza. […] Non ve lo viene a dire nessuno che un giorno finisce, signori. Non c’è promemoria.

A sorpresa.

Un giorno perdi parti di te fino a ieri scontate e inizi a cercarle […]

Perciò se mi rivedessi prima dell’aggressione, senza dubbio, direi: «Vivi, il più possibile, fai del bene, viaggia, ama quanto più puoi, lascia andare il male».

Con tutta la rabbia che provo ci si potrebbe riempire un oceano […] avevo voglia di cantare.

Senza motivo. […] Ma sono convinto che quel piccolo, lieve aggancio alla vita vera, mi abbia tenuto qui. […] Perché amo vivere e questo mondo. AMARE mi ha spinto dove sono.

Per quanto riguarda i ragazzi responsabili, mi auguro facciate qualcosa di costruttivo di questo periodo […] Non siete perduti. Potete fare ancora tante cose belle nella vita.

Ringrazio più di tutti il cielo, la mia famiglia e i miei amici. Ma poi i dottori che mi hanno salvato la vita […] Grazie alla mia seconda famiglia, L’Unità Spinale dell’Ospedale Niguarda, dove ho reimparato a vivere. […]

Grazie alla luce.

Quando la notte è più pesante del solito e sento aleggiare nell’aria quella fatidica domanda: «Perché a me?», un po’ sorrido. […]

Forse al contrario, non mi sono mai sentito tanto vivo e nuovo quanto dopo aver visto la morte in faccia. […]

Mi chiamo Davide Simone Cavallo, 6 mesi fa sono stato accoltellato e ho quasi perso me stesso e l’uso delle gambe. Sono un ragazzo come altri, solo più fortunato, forse, e un po’ ferito. Non mi sono mai arreso e oggi sono qui.

Ti è piaciuto l’articolo?

Condivilo su tutti i social e menziona Italy News 24 - Le notizie dall' Italia in tempo reale

Potrebbero interessarti

Torino – Lo sfogo della presentatrice torinese Michela Persico: “Sono in****ta nera con la mia città: mio figlio terrorizzato da bande di ragazzi, non posso portarlo al parco”

Torino – Lo sfogo della presentatrice torinese Michela Persico: “Sono in****ta nera con la mia città: mio figlio terrorizzato da bande di ragazzi, non posso portarlo al parco”

Michela Persico, influencer e conduttrice televisiva, ha affidato ai social il proprio sfogo sulla situazione della sicurezza a Torino, raccontando la preoccupazione vissuta quando accompagna il figlio nelle aree verdi vicino alla scuola. L’ex moglie del calciatore Daniele Rugani ha descritto un clima difficile per le famiglie, che avrebbero sempre più timore di frequentare i […]

24/10/2026

Milano, la città si prepara a un altro sabato di tensione e possibile guerriglia – Piazze vietate e vetrine rinforzate: ecco i divieti e il piano sicurezza

Milano, la città si prepara a un altro sabato di tensione e possibile guerriglia – Piazze vietate e vetrine rinforzate: ecco i divieti e il piano sicurezza

Milano si prepara a un sabato delicato, dopo i disordini e i saccheggi avvenuti nel fine settimana scorso. Per il 24 ottobre resta incerto quali gruppi scenderanno in strada e con quali modalità. Non risultano cortei di questo tipo regolarmente annunciati in questura, ma gli appelli diffusi online mantengono alta l’attenzione delle autorità. Per evitare nuovi […]

24/10/2026

Un Paese che non investe sui giovani è un Paese che si è già arreso – Confindustria: “Serve un’IRPEF agevolata per gli under 35”

Un Paese che non investe sui giovani è un Paese che si è già arreso – Confindustria: “Serve un’IRPEF agevolata per gli under 35”

Investire sui giovani è fondamentale per il futuro dell’Italia e per contrastare la fuga dei talenti all’estero. Secondo Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, le imprese devono contribuire offrendo maggiori opportunità professionali e stipendi competitivi. Durante il Convegno nazionale di Capri, Anghileri ha rilanciato la proposta di un’IRPEF agevolata per gli under 35, […]

23/10/2026

Milano – Salvini in strada pulisce i muri dalle scritte contro la Polizia: “I sinistri imbrattano, noi puliamo”

Milano – Salvini in strada pulisce i muri dalle scritte contro la Polizia: “I sinistri imbrattano, noi puliamo”

Il vicepremier Matteo Salvini e Silvia Sardone, candidata della Lega alla carica di sindaco di Milano, sono intervenuti personalmente per coprire alcune frasi offensive rivolte alle forze dell’ordine, comparse sulla facciata esterna di un istituto scolastico milanese. L’iniziativa è stata documentata attraverso un filmato pubblicato sui social. I due esponenti politici hanno spiegato le ragioni […]

23/10/2026

Torino – Macchie su via Roma dopo il Salone del Gusto: le pulizie continuano ma gli aloni non vanno via. Il caso

Torino – Macchie su via Roma dopo il Salone del Gusto: le pulizie continuano ma gli aloni non vanno via. Il caso

Proseguono a Torino le operazioni per eliminare gli aloni lasciati sulla pavimentazione di via Roma dopo Terra Madre – Salone del Gusto 2026. Il primo trattamento ha attenuato le macchie d’olio, ma in diversi punti le tracce sono ancora visibili, rendendo necessari nuovi interventi per recuperare l’aspetto originario delle pietre. Gli addetti della ditta Soffietto, […]

23/10/2026

Torino – Una nuova ‘piazza verde’ a San Salvario: un’oasi urbana al posto dell’asfalto. Così rinasce via Lombroso

Torino – Una nuova ‘piazza verde’ a San Salvario: un’oasi urbana al posto dell’asfalto. Così rinasce via Lombroso

Un’area pedonale che fino a poco tempo fa era in gran parte asfaltata si è trasformata in una piccola piazza verde. Ieri mattina, nel cuore di San Salvario, è stata inaugurata l’Oasi Urbana di via Lombroso, alla presenza dell’assessora alla Transizione Ecologica della Città di Torino, Chiara Foglietta, di rappresentanti della Circoscrizione 8 e della […]

23/10/2026

Milano – Elia rilancia: “Facciamo ronde di Bodybuilder contro i maranza”.  E scoppia la polemica

Milano – Elia rilancia: “Facciamo ronde di Bodybuilder contro i maranza”. E scoppia la polemica

A Milano fa discutere la proposta di Elia Grandine, conosciuto sui social come Elia “Il Direttore”, bodybuilder e ristoratore, che ha lanciato un’idea provocatoria per contrastare i problemi di sicurezza in città. Dopo gli episodi di tensione e i saccheggi nel centro milanese attribuiti a gruppi di giovani, l’influencer ha pubblicato alcuni video su Instagram […]

23/10/2026

Torino – Scoperta archeologica a Borgo Aurora: riemergono cinque sepolture di 1500 anni fa. Un gioiello dell’Alto Medioevo

Torino – Scoperta archeologica a Borgo Aurora: riemergono cinque sepolture di 1500 anni fa. Un gioiello dell’Alto Medioevo

Una nuova scoperta archeologica arricchisce la storia antica di Torino. Nel cantiere di via Ancona 22, a Borgo Aurora, di fronte alla Nuvola Lavazza, sono state individuate cinque sepolture risalenti al VI secolo, circa 1.500 anni fa. Il ritrovamento è avvenuto durante gli scavi per la costruzione della Palazzina Lumiere, all’angolo con via Parma. Le […]

23/10/2026

A Torino al via il ‘Festival Internazionale dell’Economia’: “Salvare lo stato sociale” – Il programma

A Torino al via il ‘Festival Internazionale dell’Economia’: “Salvare lo stato sociale” – Il programma

Torino – Al via il ‘Festival Internazionale dell’Economia’: “Salvare lo tato sociale”. Il programma Con l’intervento del Premio Nobel per l’Economia 2025 Joel Mokyr, sul tema “Lo Stato sociale: ieri e oggi” si è aperta al Teatro Carignano la quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, a cura di Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto (CCA) – […]

23/10/2026