
Milano – Smart working nella PA: la ricerca europea remaking conferma i benefici per lavoratori e territori. Il caso Milano
Milano – Smart working nella PA: la ricerca europea remaking conferma i benefici per lavoratori e territori. Il caso Milano
FLP al Politecnico di Milano per il workshop che ha presentato i risultati di un’indagine su 14.000 lavoratori europei
Si è svolto il 12 febbraio al Politecnico di Milano il workshop del progetto europeo REMAKING dedicato all’analisi del lavoro a distanza e dei suoi effetti su persone, organizzazioni e territori. All’incontro hanno partecipato i principali stakeholder nazionali e locali, tra cui la FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche, rappresentata dal Segretario Generale Marco Carlomagno.
Il workshop ha presentato i risultati di una ricerca senza precedenti che ha coinvolto 14.000 lavoratori della conoscenza in sette paesi europei (Italia, Germania, Grecia, Portogallo, Irlanda e Repubblica Ceca), oltre a uno studio qualitativo su 56 dipendenti del Comune di Milano.
I NUMERI DELLO STUDIO EUROPEO
La ricerca REMAKING rivela che il 41,8% dei lavoratori europei intervistati lavora da remoto almeno in parte. I dati confermano che il lavoro ibrido – alternando giorni in presenza e da remoto – è diventato la modalità preferita, con benefici evidenti sulla soddisfazione di vita dei lavoratori.
I principali fattori che aumentano la soddisfazione sono: lavorare a distanza per alcuni giorni alla settimana (non tutti e cinque), avere un livello di istruzione elevato, avere figli e impiegare meno tempo negli spostamenti casa-lavoro. Al contrario, la soddisfazione diminuisce per chi lavora completamente da remoto tutti i giorni, per le donne, per gli stranieri e per i lavoratori autonomi.
IL CASO DEL COMUNE DI MILANO
Lo studio sul Comune di Milano ha evidenziato una valutazione complessivamente positiva dello smart working. I dipendenti associano costantemente il lavoro a distanza a un miglioramento dell’equilibrio vita-lavoro e a un maggiore benessere. La possibilità di lavorare in smart working due giorni alla settimana è considerata uno dei principali fattori di fidelizzazione e di attrazione dei talenti.
Particolarmente apprezzati sono gli spazi di “near working” – uffici decentrati del Comune o biblioteche pubbliche che riducono gli spostamenti – che il Comune di Milano ha attivato in 24 sedi con 124 postazioni. La maggioranza degli utilizzatori abita fuori Milano, impiega 60-90 minuti per raggiungere l’ufficio e ha carichi di cura familiare.
LA POSIZIONE DELLA FLP
“I risultati di questa ricerca confermano quello che sosteniamo da tempo”, ha dichiarato Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP. “Il lavoro a distanza, se ben regolamentato e organizzato in forma ibrida, è uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita dei lavoratori pubblici, per favorire la conciliazione vita-lavoro e per rendere più attrattiva la Pubblica Amministrazione”.
“È fondamentale però – ha proseguito Carlomagno – che vengano garantiti i diritti dei lavoratori, a partire dal diritto alla disconnessione, dai rimborsi per le attrezzature e dalla tutela contro forme di controllo invasivo. Servono politiche integrate tra diversi livelli istituzionali e una vera innovazione organizzativa nei modelli di leadership”.
IL PROGETTO REMAKING
Il progetto REMAKING (“REmote-working Multiple impacts in the Age of disruptions”) è finanziato dall’Unione Europea e coordinato dall’Università di Bologna (Prof. Marco Di Tommaso), con la partecipazione di 14 partner europei. Il Politecnico di Milano, attraverso il team guidato dalla Prof.ssa Ilaria Mariotti, è responsabile dello studio sul caso milanese.
La ricerca analizza gli effetti del lavoro da remoto innescati dai “megatrend” (digitalizzazione e flessibilizzazione) e dagli shock globali (pandemia Covid-19 e invasione dell’Ucraina), con quattro casi di studio: nomadismo digitale, periodo post-pandemia, settori hi-tech e lavoratori in fuga da zone di guerra.
LE RACCOMANDAZIONI POLITICHE
Dal workshop sono emerse diverse raccomandazioni:
Promuovere il lavoro a distanza come politica per la famiglia, favorendo natalità, benessere e partecipazione al lavoro femminile
Sviluppare reti di spazi di near working per avvicinare il lavoro ai territori
Investire nell’innovazione organizzativa e nella formazione dei dirigenti
Implementare il diritto alla disconnessione
Costruire politiche integrate tra diversi livelli istituzionali
Al workshop hanno partecipato anche rappresentanti di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Università Bocconi, INAPP, Assolombarda, IWG Italia, Southworking e Officelayout.