Omicidio di Tor Bella Monaca, 24 anni al killer di Daniele Di Giacomo

06/11/2025

Ventiquattro anni di carcere. È la condanna inflitta dalla Terza Corte d’Assise di Roma a Valentino Ruggiero, 30 anni, riconosciuto colpevole dell’omicidio di Daniele Di Giacomo, il 38enne ucciso il 14 settembre 2023 a Tor Bella Monaca. La vittima fu freddata a colpi di pistola davanti a un bar-tabacchi di via Paolo Ferdinando Quaglia mentre si trovava in auto con la compagna, una donna di 26 anni rimasta ferita a un ginocchio. I giudici hanno riconosciuto l’aggravante della premeditazione, concedendo tuttavia le attenuanti generiche equivalenti.

Il pubblico ministero Paolo Ielo, titolare delle indagini, aveva chiesto la stessa pena, ritenendo provata la dinamica dell’agguato e i moventi dietro il delitto: un debito di 20 mila euro e la gelosia per la compagna della vittima, che era stata in passato legata allo stesso Ruggiero. L’avvocato difensore Alessandro Marcucci ha comunque già dichiarato il ricorso in appello, perchè secondo la difesa l’istruttoria non ha offerto elementi certi per ritenere che sussista l’aggravante della premeditazione.

Secondo le indagini della Squadra Mobile, il movente economico nasceva da un contenzioso legato a un’auto noleggiata da Ruggiero presso la società di Di Giacomo e danneggiata, per cui il trentenne doveva ancora pagare parte della somma. Ma a far precipitare la situazione fu la rabbia per la relazione tra la sua ex compagna e la vittima. Come ha scritto il gip Alessandro Arturi, Ruggiero nutriva “più di un sospetto” che la frequentazione fosse iniziata quando la loro storia non era ancora finita.

Il 14 settembre, dopo aver fissato un incontro con Di Giacomo, Ruggiero si presentò all’appuntamento armato e con il volto coperto da un passamontagna. Sparò più volte contro l’auto, uccidendo l’uomo e ferendo la donna. Dopo il delitto si diede alla fuga, ma fu arrestato un mese dopo a San Cesareo durante un posto di blocco. Le immagini delle telecamere di una scuola vicina ripresero l’assassino mentre attraversava di corsa un parco, sparava e poi scappava a bordo di una Nissan Juke nera con vetri oscurati, ritrovata il giorno seguente a casa della sorella dell’imputato insieme agli indumenti usati durante l’omicidio.

A marzo, durante un’udienza nell’aula bunker di Rebibbia, Ruggiero aveva confessato il delitto: “Sono colpevole di aver ucciso Daniele. Porto dentro un peso che non riesco più a tenere per me. So che aveva tre bambini piccoli e ho distrutto la vita di molte persone. Chiedo infinitamente scusa.” Una confessione che non ha cancellato la gravità dei fatti né la premeditazione che, secondo l’accusa, caratterizzò ogni fase dell’agguato.

Con la sentenza di ieri, si chiude il primo capitolo giudiziario di un caso che ha sconvolto Tor Bella Monaca, ancora segnata da una lunga scia di violenza e vendette personali.

M.M.

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