
Orsini (Confindustria) contro le Istituzioni UE: “Spaventa la miopia dell’UE sul rischio recessione. Bisogna cambiare la guida”
Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha espresso una critica molto dura nei confronti delle istituzioni europee, accusandole di sottovalutare il pericolo di una possibile recessione. Le sue parole arrivano durante un convegno dedicato all’economia del mare, dove commenta anche l’allarme lanciato dal Fondo Monetario Internazionale. Secondo Orsini, l’atteggiamento dell’Unione Europea appare poco lungimirante e inadeguato rispetto alla gravità della situazione economica.
“Questa miopia veramente mi spaventa. Forse dobbiamo cambiare chi ci sta”. Con questa dichiarazione, il leader degli industriali italiani mette in discussione direttamente l’attuale gestione della governance europea, ritenendola incapace di affrontare con efficacia le criticità in corso.
Orsini sottolinea come la prosecuzione dei conflitti internazionali e l’instabilità geopolitica stiano già producendo effetti concreti sull’economia. “Speriamo che si arrivi presto a una negoziazione nel Golfo, perché se continuiamo ovviamente con il conflitto e con questa instabilità, sicuramente entreremo in recessione – dichiara il leader di Confindustria – Noi l’abbiamo detto quasi tre settimane fa con il nostro Centro Studi: se finisse velocemente siamo a un +0,5; se arriviamo ai quattro mesi dal conflitto siamo a uno zero, quindi una stagnazione. È logico che, se il conflitto continua diventa anche un problema.”
L’impatto, evidenzia, è già visibile nella vita quotidiana e nelle attività produttive: emergono difficoltà nella disponibilità di alcuni beni, specialmente in aree come la Sicilia, e complicazioni nei trasporti aerei. Tutti fattori che rendono più complessa la gestione delle imprese.
Infine, Orsini critica l’assenza di interventi concreti da parte dell’Europa, che a suo avviso non sta reagendo con strumenti adeguati. “Noi cominciamo ad avere problemi a reperire prodotti sugli scaffali in Sicilia, cominciamo ad avere problemi con i voli aerei: è logico che quando abbiamo questi tipi di problemi – sottolinea -, fare impresa è veramente complicato. E mi meraviglia, onestamente, che l’Europa ancora non stia vedendo questa cosa, che non abbia pronte misure e che si stia parlando ancora di aiuti di Stato e non di debito pubblico, dove ancora oggi il cambio euro-dollaro vale 1,16“