
Pasini (Confindustria): “L’unità dell’Europa non è solo un ricordo: deve tornare a essere il nostro punto di forza”
L’Europa deve riscoprire la propria unità come principale fonte di forza, è il pensiero del presidente di Confindustria Lombardia . Troppo spesso, infatti, si mettono in evidenza le differenze tra i Paesi membri, dimenticando che l’Unione rappresenta una delle maggiori potenze economiche globali: un mercato unico da 19,4 trilioni di dollari che coinvolge circa 450 milioni di persone con un elevato potere d’acquisto. L’Europa è anche un modello di equilibrio sociale ed economico, capace di affrontare crisi internazionali e pressioni protezionistiche.
“Troppo spesso – ribadisce Giuseppe Pasini – “ci soffermiamo su ciò che ci divide, dimenticando che l’Unione Europea è, nei fatti, un gigante globale imprescindibile. Non parliamo di un semplice ideale burocratico, ma di un mercato unico da 19,4 trilioni di dollari che integra 450 milioni di cittadini con il potere d’acquisto pro-capite più alto al mondo.
Siamo un modello di gestione sociale ed economica più equa, capace di resistere agli shock geopolitici e alle spinte protezionistiche di USA e Cina grazie alla forza della nostra coesione interna.
Siamo da sempre un popolo di inventori e i dati del 2024 lo confermano: quasi 200.000 domande di brevetto depositate, con l’Europa che domina la green tech e la meccanica. L’Italia stessa, nel 2025, ha segnato un +18,2% nelle domande di brevetto industriali, dimostrando una vitalità che spesso sottovalutiamo. Certo, paghiamo il prezzo di un’età media elevata e di profonde differenze culturali, ma i valori che ci uniscono restano più forti degli strumenti che ci dividono.
In questo 2026 segnato dalle incertezze, ripartire dall’Unione significa difendere un modello di civiltà che mette al centro le famiglie e la sovranità industriale. Per onorare l’eredità di Schuman e De Gasperi, dobbiamo continuare a parlare con un’unica voce, tutelando il “Made in EU” e le nostre materie prime strategiche. Solo attraverso una coesione politica ancora più profonda potremo garantire un futuro di prosperità e pace in un mondo sempre più frammentato”.